Archive from dicembre, 2006
Dic 30, 2006 - Sociale    No Comments

CIAO A TUTTI… Com’è andata la prima tranche di feste?

Eccoci qua di ritorno dalle libagioni natalizie… tutto abbastanza bene, tutto abbastanza di mio gusto… peccato che non sono quello che si dice una "buona forchetta"…
Mi piacciono i cibi ma non riesco a mangiare più di tanto. Da una parte meglio così… evito di ingrassare. Dall'altra mi privo "naturalmente" di uno dei piaceri della vita che si possono ottenere senza grandi sforzi.
Ok… lo ammetto … sono golosa di dolci, ma per questioni di "stazza" ci devo andare piano. Ho scoperto, però, un escamotage per soddisfare il palato senza per questo ingrassare oltre misura: la frutta al forno condita con il miele! Vi assicuro che è una squisitezza e non fa assolutamente male, anzi! Provatela. Basta sbucciarla e tagliarla a fette spesse un dito, condirla con il miele e metterla in una teglia in forno. Sentirete che buona!
Cambiando completamente argomento… o quasi … vi piacciono le uova? A me abbastanza… ne ho trovato uno speciale… volete vederlo? Spero di riuscire a mostrarvelo… Guardate in basso a destra, dopo i link… Ciao!

Dic 18, 2006 - Sociale    1 Comment

AIUTO!!

EHIIIIIIIII!!! QUALCUNO MI SA DIRE PERCHE' SONO SPARITI TUTTI I LINKS DALLA BARRA LATERALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE? ?????

Dic 17, 2006 - Sociale    4 Comments

Felini & Felini

http://www.nonsolomici.it/images/Sfondi%20gatti/sfondo_con_gatto24.jpg

Ora, guardate bene questa immagine: cos'ha da invidiare alla Madonna della Seggiola di Raffaello? Io dico che non c'è immagine più bella di quella di una mamma con il suo bambino e che questa gattina ha qualcosa di magico…

Dic 15, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Lettera a Babbo Natale

Babbo Natale al PC

Caro Babbo Natale,
forse penserai che sono un po' troppo cresciuta per scriverti una letterina, ma visto che quand'ero piccola l'ho fatto molto raramente ho deciso di rifarmi e quindi te la scrivo ora.
Come ben saprai (so che pur vivendo fuori dal mondo hai i tuoi informatori) vivo in una città come Roma che ha la pretesa di pregiarsi del titolo di "metropoli", "città d'arte", "caput mundi" ecc. ecc. … Orbene, in questa bellissima e celebratissima città stanno accadendo in questi giorni fatti a dir poco sconcertanti.
Proprio stamattina mi è capitato di "scontrarmi" con una signora che a vederla si sarebbe detto essere di grande stile ed educazione. Ti descrivo la circostanza: ore 8.00 circa, metropolitana piena che più piena non si può, noi poveri pendolari di periferia ammassati l'uno sopra l'altro con le facce tutte uguali, accomunate dalla tipica espressione di chi ormai è rassegnato senza rimedio. Chi sbadigliava da una parte, chi soffriva silenziosamente dall'altra per un gomito infilato nello stomaco, proprio in quello stomaco ancora ingombro dalla colazione appena ingurgitata…
In questo quadro apocalittico improvvisamente si apre uno squarcio di luce ed entra lei. Bella. Sofisticata. Detto assolutamente senza ironia, giuro. Persino io che sono una donna sono rimasta incantata a guardarla. L'unica nota stonata: una giacchetta col collo di pelliccia (sembrava visone) fatto tutto di codine di povere bestioline immagino morte soffrendo terribilmente… La signora aveva capelli biondi, lisci e curatissimi… occhiali da sole di gran marca … perfetta, alta, sembrava una barbie animata. Non ti dico gli uomini: i più fortunati erano quelli che per loro posizione forzosa si trovavano in "zona Cesarini"… a me che ero due o tre persone distanti da lei arrivava persino il suo profumo. Tu dirai "e che diamine, non sarà mica stata una dea!" bah, sarà ma a noi povere donnette rassegnate ad una vita fatta di sciatto pendolarismo quella ragazza (donna? boh, non saprei dire neanche l'età precisa) è sembrata un fotomontaggio… sembrava scappata via di corsa da una passerella di Armani (chissà, forse è proprio così …). Sicuramente ti stai spazientendo (lo so che il tuo simpatico faccione rubizzo si sta alterando in una smorfia di insofferenza) e ti starai chiedendo che voglio da te. Ok, lasciami finire il mio racconto…
Allora, dicevo … mentre quasi tutti ci chiedevamo cosa facesse mai una bellezza rara come quella immersa nella folla sciatta e oserei dire maleodorante dei pendolari della metro delle 8.00 fermata Cinecittà, qualcuno a lei forse troppo vicino o troppo poco accorto deve averla urtata o comunque "invasa" con la sua presenza più o meno coatta. Beh, come se si fosse rotto improvvisamente un incantesimo si è sentito distintamente un "E CHE CAZZO!" pronunciato e scandito con una precisione da lanciatore di giavellotto alle olimpiadi. Non riuscivamo a credere che era stata proprio la splendida visione ad esprimersi in quel modo così pittoresco. A me è venuto da ridere, ci siamo guardate io e una signora piccolina che stava sicuramente soffrendo più di me la mancanza di aria…

Ecco, Babbo Natale… vorrei chiederti – quest'anno – di portare nella nostra bella città un pochino più di chiarezza in ciò che possiamo o non possiamo credere di sapere del nostro prossimo. Mi spiego meglio. E' vero che ormai un certo tipo di espressione è entrato a fare parte del lessico comune… è vero che in condizioni di stress anche Padre Pio si esprimerebbe in modo non proprio consono all'abito … ma santa Pace: cosa costa un po' di coerenza? 
Sarò più precisa: quante persone anziane vengono truffate da tizi che sfoggiano un aspetto irreprensibile? E quante azioni coraggiose e meravigliosamente altruiste vengono compiute da persone che ad una prima occhiata nessuno ospiterebbe in casa per un caffè?
Questo ti chiedo Babbo: un po' di coerenza. Restituisci alla ferocia il suo aspetto terrifico di modo che noi poveri di spirito possiamo distinguere la persona malvagia da quella che non ci farebbe mai del male. La maggior parte del popolo dei pendolari non sa distinguere il bene dal male se non per il cartello che porta metaforicamente al collo. Baci. Tua Cristina.

Dic 1, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Riflessioni notturne

Chissà perchè le riflessioni più dolorose si fanno sempre di notte… Forse perchè il silenzio ci aiuta ad entrare in comunicazione con la parte più profonda di noi …
o forse perchè la nostra mente è stanca della razionalità della giornata appena trascorsa ed ha bisogno di aprirsi a qualcosa di meno materiale.
Fatto sta che ogni volta che appoggiamo la testa sul cuscino ci troviamo a vivere quell’esperienza preziosa che si chiama “addormentamento” … Cos’è che si addormenta per prima il nostro corpo o la nostra coscienza? Perchè a volte abbiamo l’impressione di esistere al di là di ciò che il nostro corpo riesce a percepire?
Personalmente, le intuizioni migliori le raccolgo proprio in quel prezioso istante durante il quale il corpo e la coscienza si separano, ognuno prendendo una strada diversa… stati alterati di coscienza, li chiamano. Io preferisco chiamarlo “il risveglio dell’anima”.
Parlavo di rifelssione dolorosa. Stasera rifletto su quanto peso abbiano le emozioni nella nostra vita… e quanto contino le emozioni nella costruzione della propria individualità.
Ciò che per me è un’emozione negativa per qualcun altro può addirittura essere un’esperienza interessante. Ciò che per me è la disfatta dello Spirito, per qualcun altro può rappresentare un gioco o un passatempo. Allora a questo punto mi chiedo che senso abbia esprimere le emozioni se il mondo che ci circonda non è in grado di recepirle con la stessa intensità con la quale scaturiscono e perchè mai dovrei passare gran parte del mio tempo a studiare il modo per farmi capire, per far sì che le mie azioni e le mie parole non possano venir fraintese se poi chi dovrebbe comprendermi in realtà altro non vede che un involucro incolore. Incolore, e, come tale, privo di emozionalità.
E’ doroloso riflettere – infatti – sul senso della nostra individualità. Perchè – purtroppo – ciò che noi sappiamo di essere ben difficilmente sarà visibile all’esterno.
 

Dic 1, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Rieccomi …

Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a riavere l’ADSL!! E’ dura cercare di mantenere i propri rapporti di web viaggiando ad una media di 40-46 kbs!!…. Per fortuna ora sembra tutto risolto.
Finalmente, dicevo … speravo di iniziare questo Blog sotto i migliori auspici, avrei tante cose da dire e tante cose di cui parlare … spero che le mie vicende quotidiane e quelle del mio micio (a proposito, ora sta meglio ma ha avuto una brutta cistite emorragica e mi sono dovuta improvvisare infermiera veterinaria per un po’) non mi distraggano dal vero intento del mio blog e cioè quello che io reputo fondamentale: comunicare, comunicare, comunicare in qualsiasi modo, sotto qualsiasi forma, sentimentalmente, razionalmente o – anche, perchè no? – follemente, purchè si possa comunicare.
In questi giorni ho molto riflettuto sulla questione di Piergiorgio Welby e di tutte le persone che – come lui – si trovano in uno stato vigile ma impossibilitati a compiere gesti che per noi risultano essere di una banalità a volte troppo scontata. Ed è proprio per questo che mi sono soffermata a pensare quanto sia importante comunicare… fortunatamente Welby ha strumenti che gli permettono di comunicare verso l’esterno, ma pensiamo a quelle persone che per stato di progressione della malattia o perchè non godono della compagnia di molti, visto il loro stato di invalidi, e quei pochi con i quali hanno a che fare non sono in grado di recepire i loro bisogni intellettivi ed emotivi… pensiamo anche a queste persone in nome delle quali Welby sta manifestando il proprio personalissimo bisogno di dar voce all’angoscia di vivere (o dovrei dire non-vivere?) così…
Cosa è peggio a quel punto, mi chiedo, la malattia in se’ o le sue conseguenze? Se qualcuno dovesse chiederci se preferiremmo contrarre una malattia che ci lascia due mesi soli di vita ma che ci permette di comunicare lucidamente fino all’ultimo o contrarre una malattia che ci annienta dal punto di vista espressivo ma con la quale possiamo vivere fino a cento anni, cosa preferiremmo? Sono più che certa di aver posto una domanda retorica… perchè sono più che certa che la maggior parte di voi risponderebbe “preferisco vivere di meno, ma vivere”…
Non voglio entrare nel ginepraio della “eutanasia-si, eutanasia-no” … ci sono fin troppi opinionisti al riguardo. Sto solamente affermando la straordinaria importanza della capacità di poter esprimere se’ stessi. Non necessariamente le proprie idee… anche solo esprimere con un gesto, fare una carezza, un bacio su una guancia… nulla di che, tutto di importante.
E pensare che ci sono persone che – pur potendosi esprimere al meglio – riducono al minimo le loro manifestazioni perchè, a loro parere, sono un inutile spreco di tempo o, quantomeno, vanno “utilizzate” solo alla bisogna.
Una persona di mia conoscenza era solito darmi la mano quando camminavamo per la strada, all’inizio della nostra storia, tre anni fa… quel semplice gesto di prendermi la mano mentre si camminava più o meno di fretta aveva il potere di farmi sentire al centro del mondo, mi dava un’energia incredibile, in poche parole … mi faceva sentire “amata”…
Ecco… io credo che ciò di cui abbiano bisogno le persone come Welby – oltre alla necessaria assistenza medica – è “amore”… questo, sicuramente, non è retorica.