Archive from gennaio, 2007
Gen 31, 2007 - Sociale    No Comments

Il cuore in una morsa

Ho il cuore stretto in una morsa, lacrime silenziose in gola che non riescono a sciogliersi…  ma è mai possibile che alla mia età ancora non abbia imparato a dominare i miei sentimenti? Perchè ancora riesco a soffrire come un adolescente? Perchè il mio cuore non si rassegna alla sua età e la pianta con questi sentimentalismi? Non sarò certo la prima donna a soffrire per un amore finito e neanche l'ultima. Considerato poi che è già un po' che è finito (o forse sta finendo piano piano) ed io non voglio accettarlo. Ma una cosa è innamorarsi a vent'anni e una cosa è quando ti succede a cinquanta. L'amore dei vent'anni è un po' come un temporale estivo. Butta tutto per aria, fulmini e saette, turbinare di tempesta … poi dopo dieci minuti … esce il sole, il cielo è più azzurro di prima e l'aria è purificata.

Non è così per gli amori maturi… gli amori maturi si muovono lentamente… quasi con timore … e la pioggia può durare molto a lungo … confondersi con le lacrime … onfondersi con l'idea che ciò chè è andato non tornerà mai più, un po' come la giovinezza che passa. Ci si illude di poter essere forti, di riuscire a superare tutto. In realtà, ciò che riusciamo è superare è solo la nostra stessa capacità di contenere il dolore. Con l'età non diventiamo più forti, diventiamo più pazienti. Riusciamo a sopportare meglio la sofferenza. Ma la sofferenza c'è e la sentiamo…. non riusciamo a fuggirla. Per alcuni diventa una compagna assidua e fedele. A volte anche tenera. Ci si può abituare alla sofferenza come ci si abitua ad un convivente un po' noioso ma che alla fine ci diventa necessario per poter vivere il quotidiano. Chicco mi guarda e fa ron ron… si chiede come mai sono ancora in piedi invece di seguire il suo esempio, fregarmene di tutto e di tutti e andarmene a fare ron ron anch'io. Saggio consiglio Chicco. Ora chiudo tutto e vengo a fare ron ron con te…. Buonanotte Blog.

Gen 28, 2007 - Sociale    2 Comments

Angeli

Giornata un po' così…. ieri sera non mi sentivo in forma e
così sono tornata a casa e ci sono restata. Non avevo voglia
di uscire anche se mi dico sempre che la devo smettere di
chiudermi a riccio ogni volta che qualcosa non funziona
come vorrei.
Ci sono tante cose da fare anche in casa, comunque. Una
delle quali è scrivere, scrivere e poi ancora scrivere. Adoro
scrivere, anche se non sempre ho le idee chiare su cosa e
perchè scrivere… Come ora. Per esempio. Sarà che "me cala
la palpebra", sarà che ho ancora la cena sullo stomaco,
insomma sarà anche che ho dormito poco la notte scorsa ma
al momento sto andando un po' a ruota libera…. ok, ora mi
metto a fare le associazioni libere… chissà che non ne esca
fuori qualcosa di interessante. Uhm… vediamo… Angelo.
Nome proprio di persona o facente parte della Gerarchia
Celeste? Bah… non conosco nessun Angelo (persona) ma a
volte ho la netta sensazione di venir seguita molto, ma
molto, da vicino da qualche Angelo alato… perchè proprio
angelo ^§^? Beh, perchè stavo leggendo qualcosa in giro che
li riguardava…  E poi del resto gli Angeli sono tornati di
moda. Negli Stati Uniti sono spuntate associazioni a difesa
dell'Angelo Custode… sono sbucate come funghi dopo la
pioggia. Si fanno soldi a palate con i gadgets sugli Angeli.
Magliette con gli Angeli stampati sopra con il glitter… penne
biro con gli angioletti … portachiavi, portafoto, portapenne…
tutti oggetti con suffisso porta .. a forma di angelo. C'è
persino chi indice concorsi del genere "invita un Angelo alla
tua tavola" … mah. Con tutti questi Angeli in giro non si
capisce proprio come sia possibile tanta violenza… forse
perchè a forza di gridare "al lupo" persino lassù qualcuno
ha smesso di crederci??? io continuo a crederci qua. E non
smetterò mai di farlo. Perchè .. signori … che voi ci crediate
o no… gli Angeli esistono davvero. Io personalmente ne ho
potuto constatare l'esistenza. E non hanno ali, nè frusciano
con le vesti di seta … nè portano aureole dorate… sono
persone come noi, vestono come noi … a volte dicono anche
le parolacce e si arrabbiano… ma, guarda caso, entrano
nelle nostre vite proprio quando stiamo per gettare la
spugna. Entrano in punta di piedi, con un sorriso, senza
far rumore. E subito l'aria diventa più leggera.
Il sole comincia a fare capolino … e siamo fuori dal tunnel.

Gen 19, 2007 - Sociale    No Comments

Allontanarsi

E' da qualche giorno che sono triste,
perchè sento che
l'Amico del mio Cuore
piano piano si allontana
da me, ed io
non posso farci nulla…
L'Amore ha una voce potente
e imperiosa, a volte …
ma se decidiamo di non ascoltarla
non c'è nulla che possa convincerci a farlo.
Solo noi possiamo rompere
il patto malefico tra Orgoglio
ed Egoismo, che da sempre
coungiurano contro Amore per sconfiggere
le sue Alate Legioni…
E' terribile e meraviglioso il destino
di chi porta l'Amore nel suo grembo e,
 tra tempeste di vento e di pioggia,
si dibatte per strapparlo
ad una morte senza speranza.
L'Amico del mio Cuore si allontana
da me
 (o dovrei dire dalla mia Anima)
ed io non posso farci nulla.

 

Gen 16, 2007 - Sociale    3 Comments

Non ne posso più…

Ciao… non ne posso più di cattive notizie… non ne posso più di vedere bare e cerimonie funebri… ma dov'è la vita? Perchè assistiamo sempre più frequentemente ai funerali e sempre meno ai matrimoni ed ai battesimi? O forse siamo noi che a forza di immaginare una vita ideale abbiamo perso il contatto con la realtà di questa vita?
Io sono veramente stanca di accendere la TV e sentire di stragi per una sciocchezza, di traghetti che affondano senza un motivo sufficiente a giustificare tante morti, di madre che uccidono i figli, di figli che uccidono i genitori… sono stanca di dubitare che, in fondo, aveva ragione non mi ricordo chi quando diceva che "siamo tutti figli di Caino, dato che Abele è morto senza lasciare eredi" …
Anima sofferente
Gen 12, 2007 - Sociale    3 Comments

I tartassati



I tartassati Ore 13.20 circa. Ufficio Postale di zona. Ho una raccomandata (una sola!) da spedire e sto facendo la fila insieme ad almeno altre cinquanta persone inbufalite dallo stress dell'attesa… sono praticamente al quartultimo posto e non avendo di meglio da fare che osservare mi accingo a elaborare le mie solite riflessioni. Mi chiedo: cos'è che ci rende intolleranti alla situazione, il fatto che siamo costretti a stare in un posto contro la nostra volontà oppure il fatto che gli impiegati allo sportello sembrano fregarsene alla grande del nostro stress ed invece di accelerare un pochino le manovre se la prendono con una calma che sembrerebbe una provocazione? Oppure siamo noi a vederli lenti perchè siamo oltremodo sfiancati da una fila di ore? Qualsiasi sia la risposta, il sistema nervoso comincia a farsi sentire. Un signore con i capelli bianchi (scommetto che stamattina li aveva grigi) si avvicina allo sportello e con fare minaccioso chiede in malo modo come mai ci sono ben tre sportelli chiusi con tutta la gente che aspetta … l'impiegata (una delle più antipatiche, proprio quella è andata a beccare!!) lo guarda attraverso il vetro con la stessa preoccupazione con la quale noi guarderemmo uno scarabeo gigante zampettare dietro la teca di uno zoo e risponde a mezza bocca qualcosa che ovviamente non riusciamo a capire dato lo spessore (ovviamente sono vetri antinfrazione) del cristallo. In questo modo ovviamente il signore con i capelli bianchi (ma stamattina sicuramente erano grigi) invece di pacificarsi comincia a prendere di un bel colore rubino e da lì capisco che sta per chiamare a gran voce il Direttore (figura quantomai fantomatica: infatti, da che frequento gli uffici postali non ho mai visto – dico mai! – un direttore presentarsi agli sportelli quando lo si invoca). E infatti dopo un po': "C'è un direttore qui?"… il povero signore con tutti i capelli bianchi (…) ormai quasi spennacchiato dalla consunzione, spera in questo modo di attirare l'attenzione su di se'… purtroppo sia noi da questa parte del cristallo che quelli dall'altra non ce lo filiamo punto. Tantomeno il Direttore. A questo punto, come per miracolo, tutto si placa. A me sembra addirittura che, nonostante l'alterco, i capelli del signore spennacchiato siano meno bianchi di prima… E qui è d'obbligo un'ulteriore riflessione. Allora, vediamo quali tipologie oggi possiamo definire: 1) I mandanti; 2) I respingenti; 3) I tartassati. I mandanti sono sicuramente coloro i quali ci hanno costretto oggi a stare qui, in fila per ore… possono essere datori di lavoro (ma si sa che fare la fila fa parte del gioco) oppure enti erogatori di servizi … magari noi stessi ci costringiamo a fare la fila due ore anche se non ce n'è assoluto bisogno, visto che il bollettino scade fra una settimana… però ci troviamo lo stesso a stressarci in nome di qualcosa che ci sovrasta, fosse anche solamente il timore di saltare una scadenza… Poi ci sono i respingenti. Gli impiegati al di là del vetro. Coloro senza i quali potremmo anche farci verdi ma le nostre raccomandate, bollettini e vari servizi non potrebbero mai venir espletati. Ora, è pur vero che in un ufficio postale di .. mettiamo … 30 impiegati di cui 10 adibiti al servizio di sportello ed il resto occupati "dietro le quinte" a trafficare con registri e quant'altro le cose dovrebbero funzionare alla perfezione.. o quasi … e allora? Come mai, nonostante gli uffici nuovi fiammanti (tutto giallo, che bello!! in tinta con le scatole di spedizione…), gli impiegati con il loro bel budge giallo pure lui, in bella vista sul petto a mo' di medaglia al valor civile, con il loro cognome – a scanso di imbarazzanti omonimie – stampigliato indelebilmente sopra, come mai, dico? gli umori, le defezioni, le inadempienze ed i menefreghismi sono sempre gli stessi? Disfunzione dell'amministrazione postale, viene in mente di dire… ma io credo che bisognerebbe pensare ad una classificazione nella classificazione. Le persone al di là del vetro sono, a loro volta, dei tartassati. Come noi che stiamo di qua le ore ad aspettare che "il sangue si sciolga nell'ampolla", cioè che venga il nostro turno allo sportello, come in una gara di nuoto dove non vedi l'ora di arrivare al galleggiante davanti a te, sfiorare il quale significa – se non aver vinto la gara, aver almeno guadagnato uno dei primi posti. Sic et simpliciter.

Gen 11, 2007 - Sociale    2 Comments

Riflessioni “postali”

  I tartassati  
   
Ore 13.20 circa. Ufficio Postale di zona. Ho una raccomandata (una sola!) da spedire e sto facendo la fila insieme ad almeno altre cinquanta persone inbufalite dallo stress dell'attesa… sono praticamente al quartultimo posto e non avendo di meglio da fare che osservare mi accingo a elaborare le mie solite riflessioni. Mi chiedo: cos'è che ci rende intolleranti alla situazione, il fatto che siamo costretti a stare in un posto contro la nostra volontà oppure il fatto che gli impiegati allo sportello sembrano fregarsene alla grande del nostro stress ed invece di accelerare un pochino le manovre se la prendono con una calma che sembrerebbe una provocazione? Oppure siamo noi a vederli lenti perchè siamo oltremodo sfiancati da una fila di ore? Qualsiasi sia la risposta, il sistema nervoso comincia a farsi sentire. Un signore con i capelli bianchi (scommetto che stamattina li aveva grigi) si avvicina allo sportello e con fare minaccioso chiede in malo modo come mai ci sono ben tre sportelli chiusi con tutta la gente che aspetta … l'impiegata (una delle più antipatiche, proprio quella è andata a beccare!!) lo guarda attraverso il vetro con la stessa preoccupazione con la quale noi guarderemmo uno scarabeo gigante zampettare dietro la teca di uno zoo e risponde a mezza bocca qualcosa che ovviamente non riusciamo a capire dato lo spessore (ovviamente sono vetri antinfrazione) del cristallo. In questo modo ovviamente il signore con i capelli bianchi (ma stamattina sicuramente erano grigi) invece di pacificarsi comincia a prendere di un bel colore rubino e da lì capisco che sta per chiamare a gran voce il Direttore (figura quantomai fantomatica: infatti, da che frequento gli uffici postali non ho mai visto – dico mai! – un direttore presentarsi agli sportelli quando lo si invoca). E infatti dopo un po': "C'è un direttore qui?"… il povero signore con tutti i capelli bianchi (…) ormai quasi spennacchiato dalla consunzione, spera in questo modo di attirare l'attenzione su di se'… purtroppo sia noi da questa parte del cristallo che quelli dall'altra non ce lo filiamo punto. Tantomeno il Direttore. A questo punto, come per miracolo, tutto si placa. A me sembra addirittura che, nonostante l'alterco, i capelli del signore spennacchiato siano meno bianchi di prima… E qui è d'obbligo un'ulteriore riflessione. Allora, vediamo quali tipologie oggi possiamo definire: 1) I mandanti; 2) I respingenti; 3) I tartassati. I mandanti sono sicuramente coloro i quali ci hanno costretto oggi a stare qui, in fila per ore… possono essere datori di lavoro (ma si sa che fare la fila fa parte del gioco) oppure enti erogatori di servizi … magari noi stessi ci costringiamo a fare la fila due ore anche se non ce n'è assoluto bisogno, visto che il bollettino scade fra una settimana… però ci troviamo lo stesso a stressarci in nome di qualcosa che ci sovrasta, fosse anche solamente il timore di saltare una scadenza… Poi ci sono i respingenti. Gli impiegati al di là del vetro. Coloro senza i quali potremmo anche farci verdi ma le nostre raccomandate, bollettini e vari servizi non potrebbero mai venir espletati. Ora, è pur vero che in un ufficio postale di .. mettiamo … 30 impiegati di cui 10 adibiti al servizio di sportello ed il resto occupati "dietro le quinte" a trafficare con registri e quant'altro le cose dovrebbero funzionare alla perfezione.. o quasi … e allora? Come mai, nonostante gli uffici nuovi fiammanti (tutto giallo, che bello!! in tinta con le scatole di spedizione…), gli impiegati con il loro bel budge giallo pure lui, in bella vista sul petto a mo' di medaglia al valor civile, con il loro cognome – a scanso di imbarazzanti omonimie – stampigliato indelebilmente sopra, come mai, dico? gli umori, le defezioni, le inadempienze ed i menefreghismi sono sempre gli stessi? Disfunzione dell'amministrazione postale, viene in mente di dire… ma io credo che bisognerebbe pensare ad una classificazione nella classificazione. Le persone al di là del vetro sono, a loro volta, dei tartassati. Come noi che stiamo di qua le ore ad aspettare che "il sangue si sciolga nell'ampolla", cioè che venga il nostro turno allo sportello, come in una gara di nuoto dove non vedi l'ora di arrivare al galleggiante davanti a te, sfiorare il quale significa – se non aver vinto la gara, aver almeno guadagnato uno dei primi posti. Sic et simpliciter.
 

 
Gen 10, 2007 - Sociale    No Comments

Che pasticcio!

Chiedo scusa per il pasticcio…. ho voluto fare una prova ed inserire un post impostato con frontpage … ed ecco il risultato! Non solo non ha dato il risultato che speravo, ma ora non capisco perchè non riesco nè a cancellare i post in eccesso nè a modificarli.. il link modifica non funziona e così quello spubblica… ogni volta che cerco di cancellare mi appare il pop up con la visualizzazione del post, ma null'altro… che diamine ho combinato? =0(

Gen 10, 2007 - Sociale    No Comments

Riflessioni “postali”

  I tartassati  
   
Ore 13.20 circa. Ufficio Postale di zona. Ho una raccomandata (una sola!) da spedire e sto facendo la fila insieme ad almeno altre cinquanta persone inbufalite dallo stress dell'attesa… sono praticamente al quartultimo posto e non avendo di meglio da fare che osservare mi accingo a elaborare le mie solite riflessioni. Mi chiedo: cos'è che ci rende intolleranti alla situazione, il fatto che siamo costretti a stare in un posto contro la nostra volontà oppure il fatto che gli impiegati allo sportello sembrano fregarsene alla grande del nostro stress ed invece di accelerare un pochino le manovre se la prendono con una calma che sembrerebbe una provocazione? Oppure siamo noi a vederli lenti perchè siamo oltremodo sfiancati da una fila di ore? Qualsiasi sia la risposta, il sistema nervoso comincia a farsi sentire. Un signore con i capelli bianchi (scommetto che stamattina li aveva grigi) si avvicina allo sportello e con fare minaccioso chiede in malo modo come mai ci sono ben tre sportelli chiusi con tutta la gente che aspetta … l'impiegata (una delle più antipatiche, proprio quella è andata a beccare!!) lo guarda attraverso il vetro con la stessa preoccupazione con la quale noi guarderemmo uno scarabeo gigante zampettare dietro la teca di uno zoo e risponde a mezza bocca qualcosa che ovviamente non riusciamo a capire dato lo spessore (ovviamente sono vetri antinfrazione) del cristallo. In questo modo ovviamente il signore con i capelli bianchi (ma stamattina sicuramente erano grigi) invece di pacificarsi comincia a prendere di un bel colore rubino e da lì capisco che sta per chiamare a gran voce il Direttore (figura quantomai fantomatica: infatti, da che frequento gli uffici postali non ho mai visto – dico mai! – un direttore presentarsi agli sportelli quando lo si invoca). E infatti dopo un po': "C'è un direttore qui?"… il povero signore con tutti i capelli bianchi (…) ormai quasi spennacchiato dalla consunzione, spera in questo modo di attirare l'attenzione su di se'… purtroppo sia noi da questa parte del cristallo che quelli dall'altra non ce lo filiamo punto. Tantomeno il Direttore. A questo punto, come per miracolo, tutto si placa. A me sembra addirittura che, nonostante l'alterco, i capelli del signore spennacchiato siano meno bianchi di prima… E qui è d'obbligo un'ulteriore riflessione. Allora, vediamo quali tipologie oggi possiamo definire: 1) I mandanti; 2) I respingenti; 3) I tartassati. I mandanti sono sicuramente coloro i quali ci hanno costretto oggi a stare qui, in fila per ore… possono essere datori di lavoro (ma si sa che fare la fila fa parte del gioco) oppure enti erogatori di servizi … magari noi stessi ci costringiamo a fare la fila due ore anche se non ce n'è assoluto bisogno, visto che il bollettino scade fra una settimana… però ci troviamo lo stesso a stressarci in nome di qualcosa che ci sovrasta, fosse anche solamente il timore di saltare una scadenza… Poi ci sono i respingenti. Gli impiegati al di là del vetro. Coloro senza i quali potremmo anche farci verdi ma le nostre raccomandate, bollettini e vari servizi non potrebbero mai venir espletati. Ora, è pur vero che in un ufficio postale di .. mettiamo … 30 impiegati di cui 10 adibiti al servizio di sportello ed il resto occupati "dietro le quinte" a trafficare con registri e quant'altro le cose dovrebbero funzionare alla perfezione.. o quasi … e allora? Come mai, nonostante gli uffici nuovi fiammanti (tutto giallo, che bello!! in tinta con le scatole di spedizione…), gli impiegati con il loro bel budge giallo pure lui, in bella vista sul petto a mo' di medaglia al valor civile, con il loro cognome – a scanso di imbarazzanti omonimie – stampigliato indelebilmente sopra, come mai, dico? gli umori, le defezioni, le inadempienze ed i menefreghismi sono sempre gli stessi? Disfunzione dell'amministrazione postale, viene in mente di dire… ma io credo che bisognerebbe pensare ad una classificazione nella classificazione. Le persone al di là del vetro sono, a loro volta, dei tartassati. Come noi che stiamo di qua le ore ad aspettare che "il sangue si sciolga nell'ampolla", cioè che venga il nostro turno allo sportello, come in una gara di nuoto dove non vedi l'ora di arrivare al galleggiante davanti a te, sfiorare il quale significa – se non aver vinto la gara, aver almeno guadagnato uno dei primi posti. Sic et simpliciter.
 

 
Gen 10, 2007 - Sociale    No Comments

Riflessioni

  I tartassati  
   
Ore 13.20 circa. Ufficio Postale di zona. Ho una raccomandata (una sola!) da spedire e sto facendo la fila insieme ad almeno altre cinquanta persone inbufalite dallo stress dell'attesa… sono praticamente al quartultimo posto e non avendo di meglio da fare che osservare mi accingo a elaborare le mie solite riflessioni. Mi chiedo: cos'è che ci rende intolleranti alla situazione, il fatto che siamo costretti a stare in un posto contro la nostra volontà oppure il fatto che gli impiegati allo sportello sembrano fregarsene alla grande del nostro stress ed invece di accelerare un pochino le manovre se la prendono con una calma che sembrerebbe una provocazione? Oppure siamo noi a vederli lenti perchè siamo oltremodo sfiancati da una fila di ore? Qualsiasi sia la risposta, il sistema nervoso comincia a farsi sentire. Un signore con i capelli bianchi (scommetto che stamattina li aveva grigi) si avvicina allo sportello e con fare minaccioso chiede in malo modo come mai ci sono ben tre sportelli chiusi con tutta la gente che aspetta … l'impiegata (una delle più antipatiche, proprio quella è andata a beccare!!) lo guarda attraverso il vetro con la stessa preoccupazione con la quale noi guarderemmo uno scarabeo gigante zampettare dietro la teca di uno zoo e risponde a mezza bocca qualcosa che ovviamente non riusciamo a capire dato lo spessore (ovviamente sono vetri antinfrazione) del cristallo. In questo modo ovviamente il signore con i capelli bianchi (ma stamattina sicuramente erano grigi) invece di pacificarsi comincia a prendere di un bel colore rubino e da lì capisco che sta per chiamare a gran voce il Direttore (figura quantomai fantomatica: infatti, da che frequento gli uffici postali non ho mai visto – dico mai! – un direttore presentarsi agli sportelli quando lo si invoca). E infatti dopo un po': "C'è un direttore qui?"… il povero signore con tutti i capelli bianchi (…) ormai quasi spennacchiato dalla consunzione, spera in questo modo di attirare l'attenzione su di se'… purtroppo sia noi da questa parte del cristallo che quelli dall'altra non ce lo filiamo punto. Tantomeno il Direttore. A questo punto, come per miracolo, tutto si placa. A me sembra addirittura che, nonostante l'alterco, i capelli del signore spennacchiato siano meno bianchi di prima… E qui è d'obbligo un'ulteriore riflessione. Allora, vediamo quali tipologie oggi possiamo definire: 1) I mandanti; 2) I respingenti; 3) I tartassati. I mandanti sono sicuramente coloro i quali ci hanno costretto oggi a stare qui, in fila per ore… possono essere datori di lavoro (ma si sa che fare la fila fa parte del gioco) oppure enti erogatori di servizi … magari noi stessi ci costringiamo a fare la fila due ore anche se non ce n'è assoluto bisogno, visto che il bollettino scade fra una settimana… però ci troviamo lo stesso a stressarci in nome di qualcosa che ci sovrasta, fosse anche solamente il timore di saltare una scadenza… Poi ci sono i respingenti. Gli impiegati al di là del vetro. Coloro senza i quali potremmo anche farci verdi ma le nostre raccomandate, bollettini e vari servizi non potrebbero mai venir espletati. Ora, è pur vero che in un ufficio postale di .. mettiamo … 30 impiegati di cui 10 adibiti al servizio di sportello ed il resto occupati "dietro le quinte" a trafficare con registri e quant'altro le cose dovrebbero funzionare alla perfezione.. o quasi … e allora? Come mai, nonostante gli uffici nuovi fiammanti (tutto giallo, che bello!! in tinta con le scatole di spedizione…), gli impiegati con il loro bel budge giallo pure lui, in bella vista sul petto a mo' di medaglia al valor civile, con il loro cognome – a scanso di imbarazzanti omonimie – stampigliato indelebilmente sopra, come mai, dico? gli umori, le defezioni, le inadempienze ed i menefreghismi sono sempre gli stessi? Disfunzione dell'amministrazione postale, viene in mente di dire… ma io credo che bisognerebbe pensare ad una classificazione nella classificazione. Le persone al di là del vetro sono, a loro volta, dei tartassati. Come noi che stiamo di qua le ore ad aspettare che "il sangue si sciolga nell'ampolla", cioè che venga il nostro turno allo sportello, come in una gara di nuoto dove non vedi l'ora di arrivare al galleggiante davanti a te, sfiorare il quale significa – se non aver vinto la gara, aver almeno guadagnato uno dei primi posti. Sic et simpliciter.
 

 
Gen 4, 2007 - Sociale    1 Comment

Prendiamoci tempo =0)

prendiamocela comoda ...

Eccoci qui … l'anno nuovo è iniziato alla grande …. si fa per dire. Alla grande significa che è difficile la ripresa delle attività quando hai alle spalle delle belle giornate di "dolce far niente"!!! Bah, sarà il mio segno zodiacale? Il Cancro è dominato dalla Luna e sembra che questo indichi una certa pigrizia. Io non me la sento di definirmi una persona "pigra"… diciamo che mi ritengo una persona riflessiva, contemplativa. Certo, in questo mondo che corre alla velocità della luce una persona come me sicuramente può apparire pigra. Ma io sono convinta che si può godere la vita nel suo pieno significato solo procedendo ad una velocità ridotta. Quando ero più giovane non ero così "riflessiva" anzi… mi sembrava che fermarmi a riflettere fosse equivalente a "perdere tempo", sprecare le opportunità… nulla di più falso e controproducente. In realtà fermarsi a riflettere quando ne abbiamo la possibilità è l'unico modo per realizzare il significato di ciò che facciamo. Osservo spesso la vita di altre persone a me care – vicine o meno – che potrebbero benissimo "rallentare" il passo, godendosi un po' di più l'esistenza e che invece quando hanno un po' di tempo a disposizione si preoccupano e cercano di riempirlo con attività più o meno frenetiche. A me questo, più che un modo per valorizzare il proprio tempo, sembra un escamotage per non ascoltarsi, dove per ascoltarsi intendo essere "in contatto con la propria parte profonda" che è alla base di una vita "sana".

Ho avuto modo di sperimentare quanto la salute ed il benessere psico-fisico dipendano dalla nostra capacità di "ascoltarci". Ascoltarsi non è banalmente dar credito al sintomo, bensì riuscire a collegare un sintomo al suo significato. Per esempio, spesso il mal di testa è un modo per deresponsabilizzarci riguardo ad una questione che sta diventando pressante. Ovviamente quando sia stabilito clinicamente che non è una malattia cronica (e a volte non è detto che la cronicizzazione di una malattia non dipenda da questioni psicologiche). Ecco allora che l'insorgere del mal di testa rappresenta per noi un modo comodissimo di evitare un problema, ci facciamo venire un mal di testa per "non pensare". Infatti, come si può pensare proficuamente se ci fa male l'unico organo adatto al pensiero?

Altro esempio efficace può essere un banalissimo sfogo cutaneo. Riflettete un attimo. A meno che non siate adolescenti in preda all'acne giovanile (e anche lì ci sarebbe da scrivere un libro sulle manifestazioni psicosomatiche) ogni sfogo cutaneo ha una sua origine psicogena. Certo, se avete mangiato due chili di cioccolato è possibile che sia solo una normale conseguenza di una indigestione!! Ma se per caso lo sfogo appare proprio in concomitanza di un appuntamento importante, una prova particolare, con qualsiasi cosa abbia a che fare con le relazioni interpersonali… beh, riflettete se per caso il vostro corpo non sta cercando di comunicarvi qualcosa.

Vi siete mai chiesti perchè l'herpes labiale – comunissimo e diffusissimo fastidio imbarazzante – "spunta" quasi sempre quando avete in ballo un appuntamento galante? O magari non proprio un appuntamento galante, ma un incontro con una persona che supponete sia interessata a voi? Rifletteteci, e fatemi sapere =0) sono curiosa come .. un gatto!!! =^o^=