Archive from aprile, 2007
Apr 29, 2007 - Sociale    1 Comment

Ma che ci posso fare?

E' inutile. Io sono così… ormai chi mi conosce di voi – conosce? beh, diciamo legge… – ha capito che sono terribilmente demodee, noiosa, saccentona e anche – ma tu guarda … – un po' presuntuosa. Gente!! non posso farci nulla. Sono così… Non dico che ne vado fiera (ci mancherebbe altro!) però diciamo che potrei essere peggiore di così. Ad esempio potrei evitare di fare autocritica, oppure potrei passare direttamente ai sermoni … un mio carissimo amico ogni tanto mi bacchetta. Mi dice che non sono abbastanza interessante, che ciò che scrivo e che penso non frega a nessuno. Può darsi, ma questo è un Blog… e come blog ha diritto a vivere anche se non dice nulla di "illuminante" o di "politically correct"… scrivo quello che mi viene in mente e anche quello che è un po' stupidino – per molti, non per me… tra le mie tante presunzioni non c'è quella di voler "illuminare" per forza. Buonanotte.
Apr 24, 2007 - Sociale    3 Comments

SESSO ED ECOLOGIA

il rispetto dell'ambiente è legato strettamente al rispetto della vita. Non può esserci equilibrio infatti in un ecosistema dove a farla da padrone non è la vita ma la svalorizzazione del suo significato profondo. Il significato profondo della vita non dipende da quanto essa renda in termini economici ed anche se può sembrare un'affermazione insana ed anacronistica un barbone merita rispetto esattamente come un magnate dell'industria. Ma, che c'entra tutto questo con il sesso?
Il sesso, per come la vedo io, dovrebbe essere – oltre che il sistema che la natura ha selezionato per la riproduzione della specie animale in genere – un momento di sacralità, durante il quale si incontrano i due principi fondanti della vita. Noi, nonostante tutti i nostri sforzi di abbassarci al rango più infimo della catena evolutiva, non siamo e non saremo mai assimilabili agli animali. L'animale si accoppia naturalmente spinto dall'istinto di riproduzione, ma che io sappia non ha mai elaborato scientemente un qualsiasi sistema anticoncezionale. L'essere umano ha trovato il modo di favorire l'incontro sessuale decidendo se e quando concepire la vita. Non voglio entrare nel merito di questo arbitrio. Non mi interessa. Voglio solo sottolineare come in fondo l'animale uomo abbia intuito che dietro il sesso non c'è solo la spinta alla riproduzione, nè tantomeno il benessere derivante dal piacere erotico, ma c'è molto … molto di più. Ed è in virtù di questa intuizione che l'Uomo si distacca totalmente dal Regno Animale e contemporaneamente ne è parte profonda.
In che modo, dunque, la pratica indiscriminata del sesso potrebbe – assurdamente – concorrere allo sconvolgimento al quale stiamo assistendo?
Innanzitutto, bisogna premettere che non è di sconvolgimento climatico che si sta parlando. Quello è un appuntamento ciclico al quale la terra non può sottrarsi. Lo sconvolgimento di cui si parla è quello che coinvolge l'ordine naturale delle cose, o quantomento quello a cui la nostra specie sembra essersi abituata nei secoli.
Lasciamo stare un attimo i massimi sistemi e viriamo su un argomento più terra terra. L'inquinamento. Fiumi e laghi. Il mare ha perso il suo colore. Non per cause naturali, ma per l'aggressione sempre più pressante di agenti chimici che l'uomo – non altri – ha immesso nell'ambiente, turbando l'ecosistema. Cosa è questo se non totale mancanza di rispetto per la vita? E praticare il sesso con superficialità, con tutti e indiscriminatamente, senza sentimenti, solo per puro gioco di conquista o emulazione, non è forse anche questo una mancanza di rispetto per la vita? Per la nostra vita? Non è forse una svalutazione della vita umana, dei suoi contenuti affettivi e sentimentali? Non si butta forse nella spazzatura una relazione valida perchè ci si è invaghiti non di un cuore, non di una mente o di un sentimento, ma di un paio di tette? Certo, queste cose sono sempre esistite… è difficile prevalere sugli istinti. Ma mai come in questo ultimo periodo storico si è vissuto le relazioni con tanta incosciente superficialità …
Quindi, chiuderei affermando che:
SE UNA PERSONA NON HA RISPETTO DI SE' E DEI PROPRI SENTIMENTI
COME SI PUO' PRETENDERE CHE ABBIA RISPETTO DELL'ALTRO
E DEL MONDO CHE LA CIRCONDA?
Apr 24, 2007 - Sociale    1 Comment

Libertà…cos’è?

Non è una domanda facile e quindi la risposta non potrà che essere complicata.
Per me essenzialmente la libertà è poter avere uno spazio tutto per me, nel quale poter elaborare liberamente le mie idee. Senza questo spazio non potrei rispondere alla domanda cos'è per me la libertà! Ecco perchè ho scelto non di "vivere per lavorare" ma di lavorare per vivere… per avere la libertà di pensare. Ecco, per me essere liberi significa avere la possibilità di pensare con la propria testa, per quanto questo possa essere difficile.
Fino a qualche anno fa lavoravo tutto il giorno… non perchè lo avessi scelto ma perchè vi ero costretta dalla tipologia del lavoro che svolgevo (segretaria tuttofare in uno studio legale, frustrata, sfruttata e sottopagata) e per la mia caratteristica principale che è la disponibilità verso gli altri. Entravo in ufficio alle 8.30 della mattina, quando mi andava bene facevo una pausa di un paio d'ore per poi ricominciare a lavorare finendo la sera non prima delle 20.00 e a volte anche oltre le 22.00… dopo 9 anni di lavoro e di impegno, durante i quali ho ricoperto varie figure professionali "costretta" dal mio capo per il quale "o così o te ne vai", guadagnavo con tutti gli straordinari meno di 800 euro mensili (nel 2002). Ero la pacchia delle mie colleghe che con me andavano sempre a nozze, visto che ero sempre pronta a sostituirle quando a loro avesse fatto comodo. Ovviamente, raramente venivo ricompensata per questo. La vera mancanza di libertà però non era rappresentata da questa specie di schiavitù, bensì dal fatto che piano piano nella mia testa si era andata formando l'idea che era giusto che io fossi la Cenerentola dello studio e che venissi trattata male sia psicologicamente che economicamente perchè quello era il mio ruolo. E' chiaro che per cessare quel meccanismo perverso avrei dovuto semplicemente dare le dimissioni, perchè è impensabile cambiare la testa di
persone così radicate in una "cultura" che vede come perdente ogni persona generosa e comprensiva, mentre al contrario una persona arrogante e negativamente ambiziosa viene vista come "una che ci sa fare". Per farmi apprezzare, quindi, non sarebbe bastato lavorare come un mulo ed acquisire professionalità – come in effetti feci – ma avrei dovuto anche vestire i panni della manager rampante aggressiva e spietata, panni che francamente mi sono sempre stati stretti.
Tutto questo per chiarire che la libertà non è solo avere spazio e tempo per fare ciò che ci piace, ma soprattutto essere coscienti di ciò che si è e di quali sono i propri limiti. Senza questa coscienza di se' non può esserci nessuna libertà, ma solo il sogno di essa.
E aggiungo che la vera libertà è affrancarsi dal timore del giudizio altrui. Ora non temo più di essere giudicata una "sfigata" perchè so bene cosa sono e quello che valgo. Io credo che fondamentalmente noi tutti siamo schiavi del timore di "cosa penserà la gente" se ci comportiamo in un modo piuttosto che in un altro, se conduciamo un tipo di vita che è tutto il contrario del modello che ci viene propinato come "desiderabile". Si è veramente liberi solo quando si rinuncia al mondo – o quantomeno alla sua superficie – per dedicarsi a ciò che conta veramente.
Apr 20, 2007 - Sociale    1 Comment

Il sogno di Vivienne

Vivianne

Guarda,
quei pinnacoli di cristallo
lucenti nella nebbia!
Ascolta,
il sibilo del vento
foriero d'armi, fuoco e preghiera! …
Un giorno antico
lasciai il mio cuore fra i verdi
meli di Avalon
per mai più tornarvi,
e dal quel giorno in ogni fiamma,
in ogni brezza,
in ogni zolla e corso d'acqua
ho creduto di ritrovarlo …
Mai più sarò felice
nel mio Tempio di Luce,
nè potrò avere più pace
finchè non siederò ancora
fra i dolmen di Avalon.

(sottofondo: "China Roses" performanced by Enya from Album "Paint Sky with stars")

Apr 18, 2007 - Sociale    1 Comment

Salve! Sono Chicco…

Salve! Mi chiamo Chicco e sono l'amico del cuore di Kitty … Sono stupito di come gli umani si contraddicano … alcuni di voi ci considerano "Anima Mundi" (l'Anima del Mondo), altri ci trattano come se fossimo umani anche noi, altri ancora ci sterminano senza un motivo … molti di noi si sono estinti per la stupidità di alcuni umani. E rimarranno vivi solo grazie ai libri di zoologia…
Noi siamo molto più semplici… vi amiamo se voi ci amate e abbiamo paura di voi se voi ci perseguitate. Ecco perchè prima di fidarci di voi ci pensiamo un pochino … vi guardiamo di traverso per capire se siete amici o nemici… mica è facile! Voi non avete la coda e vi siete evoluti (diciamo così) talmente che ormai sapete fingere alla perfezione. Le vostre orecchie non sono mobili e non lanciano nessun tipo di segnale … però avete una caratteristica inconfondibile nascosta persino a voi stessi: quando provate emozioni positive o quando siete arrabbiati o quando avete paura … emettete feromoni, particelle volatili che partono dai vostri pori e raggiungono le nostre narici. Noi siamo in grado, perciò, di capire cose di voi che nemmeno voi riuscite più a capire. Ed è inutile che vi coprite di deodorante ed usate saponi sempre più profumati… lavarsi va bene – non ditelo a me che passo circa metà della mia giornata a lisciarmi! – ma non credete di ingannare nessuno in questo modo! Noi sappiamo esattamente tutto quello che vi passa per la testa – e per il cuore … – semplicemente … annusandovi!
Persino Kitty, che mi conosce bene e pur essendo una umana ha imparato a capirmi, si stupisce quando "sento" la sua tristezza e le salgo in braccio facendo le fusa per consolarla. Allora mi guarda, con gli occhi umidi, ed a suo modo mi fa capire quanto sono importante per lei. Ed io la guardo negli occhi e capisco che l'amore fra due specie completamente diverse può esistere. Basta avere rispetto l'uno dell'altro. Miao.

Apr 16, 2007 - Sociale    2 Comments

Sondaggio n. 1 – LA CULTURA

Collegamenti ipertestuali permettendo, oggi vorrei inaugurare il primo dei miei sondaggi… che spero diventi un appuntamento fisso, perchè trovo che sia molto divertente inserire un sondaggio nel blog… spero che partecipiate… ovviamente vi terrò informati sull'esito (nel caso vi interessasse ^_*) …
Questo qui sotto è il box che collega al modulo per la raccolta dati, e quelle che leggete sono le domande alle quali dovrete rispondere… grazie e ciao!

  

Apr 15, 2007 - Sociale    3 Comments

Provocazioni

A volte ci capita di incontrare persone che si divertono a provocarci, così tanto per fare qualcosa.
A volte queste persone esagerano e diventano offensive… allora noi reagiamo essenzialmente in due modi: o le mandiamo a quel paese e rischiamo di passare noi stessi per provocatori, oppure le ignoriamo e proseguiamo per la nostra strada, con il risultato però che ci sentiamo sempre come se avessimo dovuto subire un torto senza cercare nemmeno di rivalerci.
Da sempre esistono i provocatori e da sempre i guai non arrivano mai da soli… personalmente, passato il primo momento di irritazione profonda, durante il quale sarei anche capace di prendere a calci qualcuno … passato questo primo momento, dicevo, riesco a razionalizzare e mi dico che in fondo quella persona ha il potere di irritarmi perchè io glielo concedo, e nessun altro.
Ma … e se quella persona invece di registrare semplicemente il nostro disinteresse alla polemica ci "rincorre" per avere soddisfazione? Che dobbiamo fare? Dobbiamo continuare a far finta di nulla oppure dobbiamo per forza reagire, rischiando anche di perdere la libertà di movimento per una stupida rivalsa?
Io sono per la metafora. Quando ci si trova in presenza di persone particolarmente attaccabrighe e litigiose uno dei modi per neutralizzarle e non sentirsi prevaricati è: rispondere senza diventare rancorosi, ma cercando di essere freddi e chiari nell'esposizione delle nostre ragioni. Il più delle volte l'altro si sente delegittimato dal nostro sangue freddo, perchè in fondo la motivazione del suo comportamento provocatorio sta nel conflitto interpersonale, nel desiderio di alzare polvere per poter sfogare la sua rabbia. Che non abbiamo certo provocato noi. La sua è una rabbia strutturale, a volte incancrenita, dovuta ad un disagio familiare e sociale che necessita interventi di carattere clinico.
Ma il provocatore questo non lo sa o forse non lo vuole sapere. Lui vuole solo riprendersi la sua autostima – che qualcun altro che non siamo noi ha leso – e per far questo deve sentirsi grosso, forte e potente. Quindi provoca, quindi prevarica, quindi cerca di metterci KO. Ma noi non dobbiamo permetterglielo. Cercare di fargli capire che non siamo noi il problema ma è lui stesso è inutile. Non lo capirà mai, perchè è proprio quello che non vuole vedere. E allora parliamo per metafore. Magari in terza persona, magari lanciando messaggi del tipo "Mi dispiace che tu ti senta tanto infelice al punto di volermi fare a pezzi perchè non sopporti il fatto che io invece non sono infelice come te …. se vuoi posso aiutarti ma tu me lo devi permettere"… questo messaggio può ovviamente suscitare in lui ribellione, ma forse conviene provarci, se non altro per tentare di compiere una buona azione.
Apr 13, 2007 - Sociale    1 Comment

… e ancora di …

Che significa innamoramento? Innanzitutto credo che bisogna distinguere tra innamoramento e amore (Francesco Alberoni insegna …) e poi possiamo anche stabilire (ma non c'è nulla di assoluto si sa) cosa faccia scattare la molla che ci muove verso un altro.
Io credo – secondo la mia esperienza personale – che molto dipenda dal rapporto che si ha avuto da piccolini con i genitori. E poi è molto diversa la questione fra uomo e donna. Un uomo non si innamora mai come una donna.. a volte di più o di meno, dipende dal suo partner… L'uomo è molto più semplice (non voglio intendere che sia semplice intellettualmente, me ne guarderei bene!) nel senso che i suoi meccanismi sono meno complessi dei nostri. Poi magari ha una sessualità più complicata, ma questo è un altro paio di maniche. Spesso ho notato che se un uomo si innamora veramente di una donna non ha il coraggio di confessarlo… quando invece un uomo fa il "macho" con una donna significa che la desidera molto ma non la ama e quindi non la teme e non teme il confronto con un altro uomo… cioè non è geloso, ma possessivo… e questo è un altro paio di maniche.
Sempre secondo la mia esperienza (ehi, ci tengo a ricordare che ho quasi cinquanta anni e sono single, quindi ho raccolto materiale in tempi relativamente lunghi!!) quando un uomo è veramente innamorato cambia completamente abitudini. Se prima usciva spesso con gli amici ora non lo fa più tanto spesso, e se lo fa porta anche la sua ragazza e prega di amici di comportarsi bene…. se prima faceva battute volgari sulle altre donne – o anche solo di apprezzamento fisico – ora non lo fa più… e se gli capita di doverlo fare per circostanza, diventa rosso… si inceppa, insomma. Poi il perchè gli piaccia una donna invece che un'altra non è difficile da capire… nonostante la moda ci abbia abituate ad uno standard di bellezza androgina, gambe lunghissime e magrissime e seni quasi inesistenti, fianchi esili ecc…, l'uomo è ancora attratto dalla donna "materna", con un ventre accogliente, non opulenta ma formosa… gli uomini che prediligono le donne androgine è perchè non hanno un buon rapporto con la propria parte femminile, quindi preferiscono il confronto con una persona più simile a se'… io continuo a credere che gli stilisti di moda che amano le modelle magrissime in realtà … odino le donne!!
Innamoramento è una cosa e amore è un'altra…. l'amore è cieco ed è vero… quando un uomo ama veramente una donna se ne accorge spesso quando è troppo tardi. Perchè magari l'ha sempre considerata "una cara amica", perchè la prima volta che l'ha vista ha pensato "con questa manco morto!!", perchè per lui era più una sorella che un'amante. Perchè "a pelle" non si sentiva scombussolato. Spesso i maschietti, durante il periodo più tormentato della propria vita sentimentale e sessuale, si lasciano coinvolgere più da questioni ormonali che non affettive. Difficilmente scelgono una ragazza che non corrisponda ai canoni culturali del proprio gruppo (o del branco, se volete). Hanno troppa paura del giudizio dei loro amici per scegliere la persona verso cui provano un sentimento che vada al di là dell'attrazione pura e semplice. E lo stesso dicasi per le ragazzine. Difficilmente cederanno alla corte di qualcuno che viene ritenuto uno "sfigato" anche se magari in fondo sentono che potrebbero amarlo proprio perchè è così… non è facile l'amore quando si ha vent'anni perchè si è troppo concentrati su di se'. E' facile invece la passione, perchè gli ormoni fanno la loro parte alla grande.
Io sono sempre più convinta che se si ha la fortuna – o la sfortuna – di ritrovarsi soli dopo i quaranta-cinquanta si ha molta più possibilità di trovare l'amore con la A maiuscola… proprio perchè ormai gli ormoni cedono il passo alla valutazione consapevole dell'anima dell'altro. Per gli uomini è diverso. Purtroppo molti di loro cercano la ragazzina anche dopo i sessanta. Ma se non hanno avuto problemi di relazione e sono persone che hanno maturato nel modo giusto, scoprono che l'amore per una donna della loro età non ha paragoni.
Perchè ci innamoriamo? Bella domanda… perchè abbiamo bisogno di ritrovare nel rapporto con il nostro partner quello stato d'animo che i nostri genitori ci hanno trasmesso tramite l'amore che ci hanno dato… e nella scelta del partner a volte tendiamo a riproporre lo schema "amoroso" che avevamo con i nostri genitori. Il fatto è che spesso non ce ne rendiamo conto, finendo con lo scegliere sempre partner con se medesime caratteristiche. Che la nostra relazione funzioni o no dipende dal rapporto che abbiamo o abbiamo avuto con i nostri genitori. Se non abbiamo risolto i conflitti adolescenziali con loro tenderemo quasi sempre a scegliere partners con i quali discuteremo continuamente su tutto… con il risultato che non riusciremo mai a costruire un amore (perchè l'amore va costruito giorno dopo giorno) per via che avremo sempre troppi conflitti da risolvere prima di lasciarci andare ad un sentimento pieno. Ecco perchè spesso molti coniugi scoprono dopo anni e anni di matrimonio di non amarsi e – forse – di non essersi mai amati.
Dobbiamo – credo – imparare a risolvere i nostri problemi di figli insieme ai nostri genitori, e non traslare le problematiche all'interno del rapporto di coppia…
Apr 13, 2007 - Sociale    No Comments

Parliamo di …

SENTIMENTI.
Non c'è nulla di più difficile… soprattutto di questi tempi, parlare di sentimenti – dei propri ma anche di quelli degli altri – è diventato più che una necessità personale un modo di spettacolarizzare la propria vita di relazione. Quindi, paradossalmente, parlare di sentimenti non significa – come dovrebbe – parlare di se', dei propri desideri, delle emozioni… bensì significa parlare di tutto ciò che "brilla" verso l'esterno di se'. Quindi non basta, sembra, dire "ti voglio bene" con piccoli gesti sinceri, ma bisogna assolutamente enfatizzare. Quindi bando ai sentimenti sussurrati. E' meglio gridarli… un bel TI AMOOOO!!! magari detto in mezzo alla folla e con l'intento di attirare più attenzione possibile è sicuramente più trendy che portare il caffè a letto alla propria donna o al proprio uomo per esprimere con un piccolo gesto l'amore profondo che ci lega a lei/lui. E' sicuramente meglio organizzare una festa a sorpresa con confetti dorati o argentati che tornare a casa prima dall'ufficio per farle/fargli trovare una cena deliziosa e poi invitarlo/invitarla a finire il dolce … in camera da letto!!
Insomma… non esiste più la privacy.
Mai come in questo periodo apprezzo la discrezione, magari un po' fredda ma sicuramente più intrigante, del mio lui…
in fondo, la seduzione è un gioco di sguardi. Usare il megafono non è sexy. Buonanotte Blog.
Apr 7, 2007 - Sociale    4 Comments

BUONA PASQUA, BLOGGERS!

Come già feci per le festività natalizie, anche per Pasqua voglio augurare a tutti – anche ai non credenti o ai refrattari dello spirito – una bella, serena e riflessiva Pasqua di Resurrezione… perchè l'amore per la vita e la gioia non debbano avere nè limiti nè tantomeno identificazioni. Buona Pasqua a tutti voi e un abbraccio.

Apr 5, 2007 - Sociale    1 Comment

PRECISAZIONE

RINGRAZIO DANIELA E PIETRO PER I COMMENTI LASCIATI… SAREI TENTATA DAL PRENDERMI LA PATERNITA' DI QUELLO CHE HO SCRITTO… MA PURTROPPO….NON L'HO SCRITTO IO, ANCHE SE MI SAREBBE PIACIUTO!! MI E' STATO INVIATO DA UNA PERSONA CHE CONOSCE L'AUTORE (PERSINO IO NON LO CONOSCO!) ….
RINGRAZIO DA PARTE DELL'ANGELO SENZ'ALI … (^_^)

Apr 3, 2007 - Sociale    2 Comments

Da “Un’Angelo senz’Ali”

OGGI HO INCONTRATO GESÙ…
C'era un bambino seduto fuori da un bar,
il gomito posato su un
tavolino di metallo,una matita in mano.
Pioveva che Dio la mandava oggi, e
la città era tutta una zuppa.
Sotto la tettoia del bar,
accanto alle sedie impilate, il bambino
disegnava circondato da un muro d'acqua.
Aveva una giacca a vento sporca,
le mani sporche e una madre sporca
in piedi lì accanto che mendicava
flebilmente.
Io ho tutto il corredo del nostro
bel mondo.
Ho scarpe e borsa e un telefono piccolo.
Non riesco a ignorare una mano che chiede.
Certe volte non guardo, scappo.
Ma se guardo mi fermo.
Frugo nelle tasche, nella borsa,
mi casca la roba per terra, gli
occhiali, il rossetto.
C'è gente che ci parla su,
che dice no con intenzione a questo
ingorgo di poveri troppo invadenti,
e le ragioni
se le ascolti certe volte
sono addirittura buone.
Io non ragiono, mi vergogno e basta.
Delle mie scarpe, del tepore che
mi aspetta alle spalle.
Allungo una moneta e in quel momento
sono io la pezzente.
Il bambino ha una testa scura,
impolverata, con una mano tiene fermo
il foglio, con l'altra disegna.
Lo guardo e il mondo intorno
si scolora d'acqua, diventa un fondale
impreciso per l'unica cosa
che mi sembra viva,
quel broncio basso,intento.
Cerco di resistere al ricatto
dell'accattonaggio infantile, al
mercato dei bambini
offerti come oggetto di pena;
a loro cerco di non dare soldi.
Sono entrata nel bar e
ho comprato un bignè.
Quando glielo offro il bambino sorride.
" Dì grazie" dice la madre
che è una mendicante insolitamente
educata, e lui dice grazie.
Pioveva tanto oggi che anche
le mie gambe si erano fatte liquide
perchè il bambino
aveva sollevato la faccia dal disegno.
E non era quella che mi aspettavo,
una faccia da piccoli opachi già
vidimati da un marchio di durezza adulta.
No, era un piccolo Gesù.
Era il bambino piu bello che avessi mai visto,
i denti bianchi come
la luce,gli occhi enormi infiammati
di mitezza e di stupore.
All'aperto, circondato da un muro d'acqua,
lui si era inventato il suo asilo.
Nessuna maestra, nessun'altro bambino
intorno a lui, solo il
gracidare della città e quella madre
poverella.
Ma forse lui non notava lo squallore,
se ne stava tutto contento
dentro quel disegno a colorare illusioni
come un bambino qualunque.
C'è poco da fare, i bambini ci schiaffeggiano,
ci ricordano il buco
piu fragile di noi stessi.
I bambini siamo noi,bianchi come
le nostre prime unghie, sciocchi
come la nostra prima paura.
Quando d'improvviso nel cuore stagno
dell'età adulta tiriamo fuori il
nostro primo grugno.
Come possiamo scordarci? Della prima mano
che ci ha accarezzati o maltrattati,
del primo odore di madre, di pipì,
dei nostri piedi nudi.
Sarebbe come se la terra si
scordasse del cielo.
Eppure spesso parliamo dei bambini
come fossero altro da noi,
un'altra forma della vita.
Com'è corta la nostra memoria.
Ma ogni pianta conserva nel suo tronco
il suo primo anello, che è
anche il piu vecchio, il piu esposto
alle intemperie.
Quel bambino un giorno smetterà di essere
un bambino, si alzerà e
andrà incontro alla sua parte
sporca di mondo.
Sono tornata a casa…..ho lasciato
sotto una tettoia quel Gesù che
si è creato l'asilo per strada.
Quando andrò nel mio letto cercherò
di mettere a riposo la coscienza
sotterrandola in un sogno.
Sognerò qualcosa di integro, magari
di quando ero bambina e di quanto
mi piaceva chiudere gli occhi sotto
il sole che mi entrava nelle
palpebre dove faceva un grande arancione
che si prendeva tutto.
Non si può salvare il mondo, bisogna
lasciarlo stare, tacito,con i
suoi crateri che inghiottono le grida,
con il suo buono e il suo male.
Ma se rinasco voglio fare quel lavoro lì:
salvare bambini.
Tanti, o anche uno soltanto.
Non rinascerai.
Dormi.
Pagine:12»