Lug 10, 2014 - Racconti, sfoghi    No Comments

Sonora (una giornata di luglio)

Ore 15.00… fermata dell’autobus completamente assolata … niente ombra, al di fuori del cartellone della fermata già preso d’assalto per uno spicchietto di ombra che copre a malapena la pelata di un signore che si sta letteralmente liquefacendo sotto i miei occhi sudati… io e la bottiglia di acqua siamo un tutt’uno. Sono vestita come una recluta della legione straniera: pantaloni larghissimi di raime (una fibra naturale simile al lino ma più leggera) colorati arancio, ecru e marrone… casacca leggerissima e larghissima di seta ecru ….nonostante tutto sia largo per permettere all’aria di passare, c’è un particolare non trascurabile: non c’è aria, assolutamente no. Non se ne parla. Mi calco il cappello di paglia in testa, stile rossella o’hara, e bevo un altro sorso d’acqua. Mi calco pure gli occhiali scuri, ad incastro, per non lasciar passare nemmeno un raggio piccolo di sole… mi sporgo per vedere se arriva l’autobus…. macchè…. manco l’ombra. Magari ci fosse almeno quella!! e invece no.. non si vede.

L’orizzonte tremulo, come quello che si vede in certi films western nel deserto di Sonora – mancano solo i serpenti a sonagli! – mi racconta che lì in mezzo all’asfalto saranno almeno – a dir poco – 50 gradi. Oddio, penso, ora mi viene un coccolone… come faccio ad arrivare viva in ufficio? e pensare che oggi ho quella tal pratica da sbrigare, in scadenza? come faccio ad evadere la pratica se mi prende un coccolone? e improvvisamente mi rendo conto che se faccio pensieri così vuol dire che il coccolone mi ha già preso.

Alla fine si leva un comune sospiro di sollievo… sta arrivando l’autobus!! Eccolo! è lui! è quello nuovo a metano CON L’ARIA CONDIZIONATAAAA!!! tutti ci spertichiamo in lucidi e strafatti di caldo sorrisi a cinquantaquattro denti. Alla fine riusciamo a salire, un po’ provati, sull’autobus… come non detto… l’aria condizionata s’è rotta….

Sonora (una giornata di luglio)ultima modifica: 2014-07-10T00:14:32+00:00da kit-ty
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