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Lug 11, 2008 - Ambiente e Natura, Sociale    1 Comment

Razzismo? No grazie =^_^=

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E POI DICONO CHE IL RAZZISMO E’ UN FATTO NATURALE!!!!
Io dico che dovremmo prendere esempio da questa dolcissima mamma … dei cuccioli che sta allattando, solo uno è il suo… indovinate un po’ quale? Gli altri sono tutti cuccioli di … felino!!
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Dic 15, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Lettera a Babbo Natale

Babbo Natale al PC

Caro Babbo Natale,
forse penserai che sono un po' troppo cresciuta per scriverti una letterina, ma visto che quand'ero piccola l'ho fatto molto raramente ho deciso di rifarmi e quindi te la scrivo ora.
Come ben saprai (so che pur vivendo fuori dal mondo hai i tuoi informatori) vivo in una città come Roma che ha la pretesa di pregiarsi del titolo di "metropoli", "città d'arte", "caput mundi" ecc. ecc. … Orbene, in questa bellissima e celebratissima città stanno accadendo in questi giorni fatti a dir poco sconcertanti.
Proprio stamattina mi è capitato di "scontrarmi" con una signora che a vederla si sarebbe detto essere di grande stile ed educazione. Ti descrivo la circostanza: ore 8.00 circa, metropolitana piena che più piena non si può, noi poveri pendolari di periferia ammassati l'uno sopra l'altro con le facce tutte uguali, accomunate dalla tipica espressione di chi ormai è rassegnato senza rimedio. Chi sbadigliava da una parte, chi soffriva silenziosamente dall'altra per un gomito infilato nello stomaco, proprio in quello stomaco ancora ingombro dalla colazione appena ingurgitata…
In questo quadro apocalittico improvvisamente si apre uno squarcio di luce ed entra lei. Bella. Sofisticata. Detto assolutamente senza ironia, giuro. Persino io che sono una donna sono rimasta incantata a guardarla. L'unica nota stonata: una giacchetta col collo di pelliccia (sembrava visone) fatto tutto di codine di povere bestioline immagino morte soffrendo terribilmente… La signora aveva capelli biondi, lisci e curatissimi… occhiali da sole di gran marca … perfetta, alta, sembrava una barbie animata. Non ti dico gli uomini: i più fortunati erano quelli che per loro posizione forzosa si trovavano in "zona Cesarini"… a me che ero due o tre persone distanti da lei arrivava persino il suo profumo. Tu dirai "e che diamine, non sarà mica stata una dea!" bah, sarà ma a noi povere donnette rassegnate ad una vita fatta di sciatto pendolarismo quella ragazza (donna? boh, non saprei dire neanche l'età precisa) è sembrata un fotomontaggio… sembrava scappata via di corsa da una passerella di Armani (chissà, forse è proprio così …). Sicuramente ti stai spazientendo (lo so che il tuo simpatico faccione rubizzo si sta alterando in una smorfia di insofferenza) e ti starai chiedendo che voglio da te. Ok, lasciami finire il mio racconto…
Allora, dicevo … mentre quasi tutti ci chiedevamo cosa facesse mai una bellezza rara come quella immersa nella folla sciatta e oserei dire maleodorante dei pendolari della metro delle 8.00 fermata Cinecittà, qualcuno a lei forse troppo vicino o troppo poco accorto deve averla urtata o comunque "invasa" con la sua presenza più o meno coatta. Beh, come se si fosse rotto improvvisamente un incantesimo si è sentito distintamente un "E CHE CAZZO!" pronunciato e scandito con una precisione da lanciatore di giavellotto alle olimpiadi. Non riuscivamo a credere che era stata proprio la splendida visione ad esprimersi in quel modo così pittoresco. A me è venuto da ridere, ci siamo guardate io e una signora piccolina che stava sicuramente soffrendo più di me la mancanza di aria…

Ecco, Babbo Natale… vorrei chiederti – quest'anno – di portare nella nostra bella città un pochino più di chiarezza in ciò che possiamo o non possiamo credere di sapere del nostro prossimo. Mi spiego meglio. E' vero che ormai un certo tipo di espressione è entrato a fare parte del lessico comune… è vero che in condizioni di stress anche Padre Pio si esprimerebbe in modo non proprio consono all'abito … ma santa Pace: cosa costa un po' di coerenza? 
Sarò più precisa: quante persone anziane vengono truffate da tizi che sfoggiano un aspetto irreprensibile? E quante azioni coraggiose e meravigliosamente altruiste vengono compiute da persone che ad una prima occhiata nessuno ospiterebbe in casa per un caffè?
Questo ti chiedo Babbo: un po' di coerenza. Restituisci alla ferocia il suo aspetto terrifico di modo che noi poveri di spirito possiamo distinguere la persona malvagia da quella che non ci farebbe mai del male. La maggior parte del popolo dei pendolari non sa distinguere il bene dal male se non per il cartello che porta metaforicamente al collo. Baci. Tua Cristina.

Dic 1, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Riflessioni notturne

Chissà perchè le riflessioni più dolorose si fanno sempre di notte… Forse perchè il silenzio ci aiuta ad entrare in comunicazione con la parte più profonda di noi …
o forse perchè la nostra mente è stanca della razionalità della giornata appena trascorsa ed ha bisogno di aprirsi a qualcosa di meno materiale.
Fatto sta che ogni volta che appoggiamo la testa sul cuscino ci troviamo a vivere quell’esperienza preziosa che si chiama “addormentamento” … Cos’è che si addormenta per prima il nostro corpo o la nostra coscienza? Perchè a volte abbiamo l’impressione di esistere al di là di ciò che il nostro corpo riesce a percepire?
Personalmente, le intuizioni migliori le raccolgo proprio in quel prezioso istante durante il quale il corpo e la coscienza si separano, ognuno prendendo una strada diversa… stati alterati di coscienza, li chiamano. Io preferisco chiamarlo “il risveglio dell’anima”.
Parlavo di rifelssione dolorosa. Stasera rifletto su quanto peso abbiano le emozioni nella nostra vita… e quanto contino le emozioni nella costruzione della propria individualità.
Ciò che per me è un’emozione negativa per qualcun altro può addirittura essere un’esperienza interessante. Ciò che per me è la disfatta dello Spirito, per qualcun altro può rappresentare un gioco o un passatempo. Allora a questo punto mi chiedo che senso abbia esprimere le emozioni se il mondo che ci circonda non è in grado di recepirle con la stessa intensità con la quale scaturiscono e perchè mai dovrei passare gran parte del mio tempo a studiare il modo per farmi capire, per far sì che le mie azioni e le mie parole non possano venir fraintese se poi chi dovrebbe comprendermi in realtà altro non vede che un involucro incolore. Incolore, e, come tale, privo di emozionalità.
E’ doroloso riflettere – infatti – sul senso della nostra individualità. Perchè – purtroppo – ciò che noi sappiamo di essere ben difficilmente sarà visibile all’esterno.
 

Dic 1, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

Rieccomi …

Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a riavere l’ADSL!! E’ dura cercare di mantenere i propri rapporti di web viaggiando ad una media di 40-46 kbs!!…. Per fortuna ora sembra tutto risolto.
Finalmente, dicevo … speravo di iniziare questo Blog sotto i migliori auspici, avrei tante cose da dire e tante cose di cui parlare … spero che le mie vicende quotidiane e quelle del mio micio (a proposito, ora sta meglio ma ha avuto una brutta cistite emorragica e mi sono dovuta improvvisare infermiera veterinaria per un po’) non mi distraggano dal vero intento del mio blog e cioè quello che io reputo fondamentale: comunicare, comunicare, comunicare in qualsiasi modo, sotto qualsiasi forma, sentimentalmente, razionalmente o – anche, perchè no? – follemente, purchè si possa comunicare.
In questi giorni ho molto riflettuto sulla questione di Piergiorgio Welby e di tutte le persone che – come lui – si trovano in uno stato vigile ma impossibilitati a compiere gesti che per noi risultano essere di una banalità a volte troppo scontata. Ed è proprio per questo che mi sono soffermata a pensare quanto sia importante comunicare… fortunatamente Welby ha strumenti che gli permettono di comunicare verso l’esterno, ma pensiamo a quelle persone che per stato di progressione della malattia o perchè non godono della compagnia di molti, visto il loro stato di invalidi, e quei pochi con i quali hanno a che fare non sono in grado di recepire i loro bisogni intellettivi ed emotivi… pensiamo anche a queste persone in nome delle quali Welby sta manifestando il proprio personalissimo bisogno di dar voce all’angoscia di vivere (o dovrei dire non-vivere?) così…
Cosa è peggio a quel punto, mi chiedo, la malattia in se’ o le sue conseguenze? Se qualcuno dovesse chiederci se preferiremmo contrarre una malattia che ci lascia due mesi soli di vita ma che ci permette di comunicare lucidamente fino all’ultimo o contrarre una malattia che ci annienta dal punto di vista espressivo ma con la quale possiamo vivere fino a cento anni, cosa preferiremmo? Sono più che certa di aver posto una domanda retorica… perchè sono più che certa che la maggior parte di voi risponderebbe “preferisco vivere di meno, ma vivere”…
Non voglio entrare nel ginepraio della “eutanasia-si, eutanasia-no” … ci sono fin troppi opinionisti al riguardo. Sto solamente affermando la straordinaria importanza della capacità di poter esprimere se’ stessi. Non necessariamente le proprie idee… anche solo esprimere con un gesto, fare una carezza, un bacio su una guancia… nulla di che, tutto di importante.
E pensare che ci sono persone che – pur potendosi esprimere al meglio – riducono al minimo le loro manifestazioni perchè, a loro parere, sono un inutile spreco di tempo o, quantomeno, vanno “utilizzate” solo alla bisogna.
Una persona di mia conoscenza era solito darmi la mano quando camminavamo per la strada, all’inizio della nostra storia, tre anni fa… quel semplice gesto di prendermi la mano mentre si camminava più o meno di fretta aveva il potere di farmi sentire al centro del mondo, mi dava un’energia incredibile, in poche parole … mi faceva sentire “amata”…
Ecco… io credo che ciò di cui abbiano bisogno le persone come Welby – oltre alla necessaria assistenza medica – è “amore”… questo, sicuramente, non è retorica.
 

Ott 21, 2006 - Ambiente e Natura    1 Comment

Uomini e Gatti …

Che giornata! Da stamattina non mi sono fermata un attimo … sono stata da mia sorella e ho passato la mattinata con i bambini. Oggi Edo era un tantino nervoso (forse perchè ha troppi compiti da fare) e comunque mi è sembrato che ce l'avesse con me. Mica è facile capire cosa passa per la testa di un bambino di nove anni quando ti dice: "Come mai sabato scorso non sei passata? Dov'eri?" anche se poi è fin troppo facile intuire che in realtà vorrebbe dirti: "Scusa zia, ma già ti vediamo poco … se poi vieni un sabato si e l'altro no… ma quando giochiamo un po' insieme?". Non posso dargli torto. Ma tra l'influenza e altri impicci non sono molte le occasioni per passare qualche pomeriggio con loro.
Edoardo e Agnese hanno più impegni di un manager di alta finanza! Edo va in piscina almeno due volte a settimana … Agnese a sette anni ha già il carnet pieno tra festicciole di amichetti e varie ed eventuali. Io tra loro due mi sento veramente una mummia, non solo perchè non sono una che ama le mondanità ma anche perchè se dovessi seguire i loro ritmi dovrei riposare nel resto nel tempo che rimane. Mia sorella è iperattiva e mi sembra che abbia trasferito questo anche ai suoi pargoli… Io al contrario sono sempre stata un tipo tranquillo, a parte qualche grillo per la testa in epoche giovanili.
Ed è proprio questo aspetto del mio carattere che ha finito col rovinare il rapporto tra me e Pietro. Peccato… credevo veramente che tra noi due potesse funzionare, se non altro perchè quando ho accettato di uscire con lui – quasi tre anni fa – sapevo che da un uomo di cinquant'anni suonati e passati potevo aspettarmi tutto tranne che una vita movimentata. A me non piacciono le sorprese… al contrario amo le persone facilmente intelligibili, perchè mi danno sicurezza. Con questo non voglio dire che mi piace la monotonia, ma preferisco di gran lunga l'avventura intellettuale a quella stile "Marlboro Country"… Invece, sembra proprio che Pietro, che ormai ha 56 anni compiuti, preferisca vivere all'insegna dell'incertezza e dell'avventura, ma non certo dell'avventura intellettuale. Infatti, come dico sempre, secondo me ora come ora ci vuole molto più coraggio ad accettare una vita fatta quasi esclusivamente di responsabilità anche banali – come quella di pagare le bollette puntualmente – piuttosto che, come dice lui, cercare di evadere dal quotidiano nei ritagli di tempo. Anche a costo di sembrare ridicoli.
Non saprei… per quanto mi riguarda mi sento in dovere – verso me stessa essenzialmente – di non comportarmi come una ragazzina, ma di accettare il fatto che ormai i vent'anni (ma anche i trenta, ahimè!) sono lontani e che è ora di lasciare spazio ai giovani non solo dal punto di vista sociale (anche se non so proprio come potrei fare a vivere se lasciassi il mio impiego part-time) ma anche e soprattutto da quello sentimentale.
Troppo spesso mi capita di vedere donne della mia età (diciamo sui cinquanta) che dopo un matrimonio andato a finire male, dopo aver sofferto tradimenti, violenze e quant'altro da un marito poco incline al rispetto delle pari opportunità, decidono di tentare il tutto per tutto nella speranza di trovare quell'affinità di sentimenti che non hanno mai trovato prima. E spesso questo è un errore che si paga amaramente. Perchè mentre nel caso del matrimonio ci sono i luoghi comuni a ricordarci che "la convivenza fa rima con insofferenza" e che "il matrimonio è la tomba dell'amore", quando entra nella nostra vita un amore più "maturo" si ha la tendenza – quanto mai pericolosa – a crederlo "quello giusto". E quando alla fine ci si sveglia dal sogno (perchè comunque è un sogno, solo un bel sogno) la realtà intorno a noi rischia di essere peggiore di quella che ricordavamo…
Ecco perchè la sottoscritta si è premunita associandosi al suo alter ego felino. Lui, almeno, non si sognerebbe mai di tradirmi. E vi assicuro che dimostra affetto con più efficacia di quanto Pietro non sia mai riuscito a fare.
Una mia amica mi dice sempre che sono pazza … che non posso veramente preferire un gatto ad un uomo … se non altro per ovvi motivi di sesso. Beh, ormai ho un'età in cui il sesso non assume più tanta importanza come quando si hanno vent'anni. Alla mia età si cerca di più l'intesa emotiva, affettiva e intellettuale e dialoghi a parte io e Chicco (il gatto) siamo compatibili al 100%.
Non vi dico quando sono triste… magari torno a casa dal lavoro con il magone perchè ho avuto una giornataccia. Lui neanche ci pensa due volte. Mi sale sulle ginocchia e fissa i suoi bellissimi occhi verde giada nei miei mentre fa ron ron e mi strofina poi il musino sulla guancia con una tenerezza che mi fa passare tutte le paturnie del mondo.
Invece, quando mi capitava di essere dello stesso umore in presenza di Pietro … beh, neanche una parola. Neanche un "che è successo? raccontami" tutt'al più uno sbuffo per manifestare una certa insofferenza al mio umor nero.
Ho o non ho ragione a voler vivere sola con il mio Micio? Ditemi un po' voi ….  Buonanotte  =0)
Ott 15, 2006 - Ambiente e Natura    No Comments

2° giorno – L’influenza

Questa influenza mi sta fiaccando. Sono costretta a stare a letto anche se non ho una gran febbre, ma le ossa mi stanno veramente tormentando. Fortuna che non sono una che si annoia. L'unico rincrescimento non è tanto il fatto di essere costretta in casa in un giorno di festa quanto quello di aver trascurato le solite faccende domestiche.  Forse che la vita da single ci autorizza a vivere in un porcile? Eh no, cari miei… Single si, ma con decoro. E poi non è vero che noi donne saremmo avvantaggiate nella vita solitaria solo perchè a detta di alcuni "le donne i lavori domestici li fanno quasi senza accorgersene … è un  loro istinto (grrrrrrrrr!!!!)"! La fatica è fatica … donne o uomini faticano allo stesso modo, mica cavoli! Il sudore è uguale per tutti.

Devo tenere Chicco fuori della stanza perchè si è "fissato" con la cornice portafoto dell'immagine dei miei nonni paterni che tengo sul pianoforte… Non fa altro che buttarla in terra e rimane a fissarla come se si aspettasse una rappresaglia da un momento all'altro. Poi quando vede che il portafoto non reagisce, mi guarda e – intuendo dal mio umore che quello che ha fatto non è certo cosa di cui andar fieri – caccia fuori un miagolio querulo del tipo "dai non te la prendere… in fondo non si sono arrabbiati, vedi? Neanche reagiscono…". Al che mi metto a ridere perchè oramai il vetro è già rotto da giorni ed i miei nonni, da buoni napoletani, sicuramente hanno il senso dell'umorismo.  

Quando Chicco è venuto a vivere con me avevo perso da poco mia madre. La sua presenza e la tenerezza con la quale si accoccolava sulle mie ginocchia mi hanno aiutato a superare lo sconforto.  Chicco è una creatura speciale – e non lo dico solo perchè è il "mio" Gatto… nella mia vita di animali in casa  ne ho avuti tanti di cui tanti Gatti… e ognuno di loro, sia che si fosse fermato a lungo con noi sia che avesse continuato il suo viaggio nel mondo, ha lasciato qualcosa di se'.  Ricordo Romeo, un bellissimo certosino dal pelo quasi azzurro e gli occhi d'ambra. Quieto, silenzioso, quasi statuario. Non dava molta confidenza ma osservava tutto… non ricordo neanche come se ne andò, ma spero che abbia messo al mondo tanti bei cuccioli come lui.

Pallina era adorabile. Aveva un miagolio particolare che adottava soprattutto nelle situazioni in cui voveva attirare l'attenzione su di se' … modulava la vocina tanto che sembrava parlasse! Era deliziosa.

Lady è stata quella che ha lasciato molto di se in questa casa. E' praticamente nata qui e qui ci ha lasciato. E' morta di cancro, a quasi tredici  anni di età, tra le braccia di mia sorella. Era tutta nera con un fiocchettino bianco sul petto, ma talmente piccolo che nemmeno si vedeva, gli occhi gialli che a volte sembravano quasi bianchi. Furbetta e sinuosa come poche. Ricordo che il giorno della Comunione di mio fratello fece ridere tutti gli ospiti facendosi sorprendere con una fettina di roast-beef in bocca che trascinava tra le zampette con l'aria innocente di chi si sente nel pieno diritto di avere la sua parte di felicità. La cosa straordinaria fu che ci precipitammo, io e mia sorella, a controllare in che guaio avesse lasciato il tavolo apparecchiato e… nulla, non c'era traccia del suo passaggio. Il piatto di portata con il roast-beef era intatto, con il suo coperchio di ceramica ben posto. Ancora ora non riusciamo a capire come avesse fatto a rubarne una fetta senza farsi scoprire e soprattutto senza smuovere nulla. Era proprio una grande stratega… quando ci penso rido ancora …

Ott 14, 2006 - Ambiente e Natura    9 Comments

Primo giorno del mio Blog …

Primo giorno del mio Blog… un impegno non indifferente … infatti, come spiegare cosa significa decidere di condividere il proprio spazio domestico con una Creatura "altra"? Già di per se' tentare di comprendere la psicologia felina non è cosa semplice. Avere a che fare con un Gatto è un po' come avere a che fare con un eroe dei fumetti. Esaltante, ma terribilmente stancante… Esaltante perchè – contrariamente a ciò che si pensa da sempre dei Gatti – il Gatto non è assolutamente un egoista, ladro e bugiardo… il Gatto non è egoista, è dignitoso, non è un ladro ma uno stratega … e soprattutto non è un bugiardo, ma è uno dei pochi animali che conosce il significato di "simulazione".

Amo i Gatti, li amo da sempre. Da prima ancora di sapere che, in epoche di oscurantismo culturale e (a mio parere) spirituale, venivano sacrificati insieme ai loro amici umani per il semplice fatto di dividere lo stesso tetto e lo stesso cibo con personaggi all'epoca ritenuti "pericolosi".

Dei Cani ho il massimo rispetto e considerazione per l'opera di assistenza che prestano presso la nostra comunità umana – opera che non sempre noi ci meritiamo – ma li temo, perchè so bene che il Cane mostra una sottomissione solo apparente. La voce del Lupo è ancora forte in lui e lo dimostrano tutti gli episodi di aggressione di cui si fanno protagonisti. Invece non ho mai sentito di gatti che hanno sbranato un bimbo. Tutt'al più graffiato, anche seriamente. Questo lo dico pur amando i cani, i lupi e tutti – e dico tutti – gli animali. Ma non bisogna mai dimenticare che gli animali meritano rispetto se vogliamo essere rispettati da loro.

Per me gli Animali sono "Anima Mundi", come recitava un ormai datato messaggio "pubblicità progresso"…

Non potrei vivere senza il canto del "mio" Usignolo che, alle 2.00 del mattino, si sveglia pieno di solerzia e dall'albero fronzuto del cortile di fronte casa mia comincia a gorgheggiare con una potenza insospettabile dato il suo corpicino… lo amo, il "mio" Usignolo perchè esprime la gioia e la meraviglia di vivere pur non avendo nulla, se nulla può dirsi lo Spirito della Vita.