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“Lei è più bella che…”

“Lei è più bella che intelligente!”. Complimenti… veramente una persona di classe. A nessuno sarebbe mai venuto in mente di esordire in questo modo … ma a lui si. Del resto, è risaputo che è un essere unico ed irripetibile.

Ora, sarebbe fin troppo facile polemizzare su una frase così odiosamente banale. Perchè – purtroppo – è una frase di una banalità unica. Un certo tipo di uomo di altra generazione ha sempre sostenuto che la donna bella è anche stupida. Al contrario, sosteneva con ostinazione sempre lo stesso tipo di uomo, la donna brutta è intelligente perchè invece di uscire con il fidanzato (o i fidanzati) ed andarsi a divertire – poichè la soddisfazione nell’essere belle sta ovviamente nel farsi ammirare altrimenti a che serve essere belle? – passa il suo tempo sui libri, non avendo nulla di meglio da fare.

Lo stesso tipo di uomo tratta la propria moglie – che una volta è stata bella, ora è solo una bella signora di età e pertanto non più appetibile – come parte dell’arredamento. Non c’è da stupirsi, quindi, che se ne esca con frasi del genere che – ripeto – sono “del genere” proprio perchè appartengono banalmente ad una certa tipologia maschile.
La signora oggetto di tanta sublime attenzione è rimasta basita, oltre che per lo stupore di venir appellata in quel modo anche, credo, per un intimo dispiacere che sempre ogni persona (uomo o donna che sia) prova dinanzi al disprezzo altrui. E non ha detto che poche affilate parole. Da persona veramente di classe quale è. Notate bene che non ho parlato di donna di classe ma di persona di classe. Perchè personalmente, nonostante tutto sembri ruotare intorno alle differenze fra i sessi – dalla politica alla moda al costume nazionale -, ho sempre creduto che il sesso ed il discorso sui generi andasse relegato alla camera da letto, per così dirsi… mentre invece tutto ciò che riguarda il sociale e la vita del paese – compresa la vita politica – riguardasse non i sessi ma le persone nella loro interezza.
Si da il caso, però, che quest’ultimo periodo della nostra storia sociale è contrassegnato da un brusco cambiamento di rotta…. vuoi per le inevitabili delusioni che il femminismo ha – forse inconsapevolmente – provocato nelle donne, vuoi perchè la generazione femminile della liberazione sessuale ormai ha superato la sessantina e deve fare i conti con la vecchiaia, non ha più tempo nè energie quindi per battagliare… vuoi anche perchè non è facile mantenere il punto quando tutto intorno a te crolla miseramente… insomma, per tutte queste considerazioni sembra essere tornata di moda la donna stupida (forse nemmeno stupida, ma sicuramente di scarsa sensibilità sociale) ma bella mentre è in ribasso la donna forse intelligente (perchè ammettere l’intelligenza di una donna, per quanto sgradevole sia nell’aspetto, è sempre un azzardo filosofico per costoro) ma irrimediabilmente brutta.

Da donna mi sento discriminata, da persona mi sento offesa. In qualità di spirito – spero – libero mi viene da dare in una di quelle risate … ma di quelle risate! che se dovessi titolarla la titolerei: “tremate buffoni perchè una risata vi seppellirà!”…

Dedicato a noi donne… ed anche a qualche uomo…

E così anche quest’anno festeggeremo l’8 marzo… quest’anno però sembrerà avere un sapore diverso… infatti mi chiedo (forse è un pensiero dissacrante, ma tant’è… lasciatemelo pensare): cosa vuoi che siano un centinaio di donne morte cento anni fa (e sembrano mille!) di fronte alla strage che quotidianamente ci si para di fronte? Magari non tutte le donne oggetto di violenza muoiono fisicamente… no. Questo no… e si sa, finchè c’è vita c’è speranza. Io però continuo a credere che certe “attenzioni” maschili ci facciano “morire dentro”… le donne, come i fiori, appassiscono con più evidenza di quanto non facciano gli uomini. Anche perchè un uomo che appassisce ha, per noi donne, sempre un non so che di fascinoso che lo rende interessante. Agli occhi degli uomini, invece, una donna che appassisce è comunque una vecchia signora. E pertanto non più fascinosa. Nè interessante.

Una donna – una qualsiasi, nè bella, nè brutta, nè ricca nè povera, nè colta nè ignorante – quando è giovane è attraente perchè è femmina e perchè è fertile. L’uomo in genere si esalta al pensiero di “ingravidare” una femmina. Anche gli uomini più evoluti serbano ben nascosto alla loro coscienza questo torbido particolare. Molti si scandalizzeranno della durezza con la quale li descrivo. Non abbiatevene a male: sono stata segnata da alcuni rappresentanti del vostro genere… non è certo colpa vostra se sono così.

Dicevo… alcuni uomini – molti, troppi per la verità – trovano “eccitante” sapere che una donna può diventare madre per merito – o colpa – loro. Secondo me è questo il principale motivo per cui la stragrande maggioranza degli uomini (di qualsiasi età) non vuole proprio usare il profilattico: non è perchè “è scomodo” o perchè “è spoetizzante” come dicono… io credo che sia solo perchè in questo modo il loro “potere” viene meno… Che a voi uomini piaccia o no saperlo, in altre epoche si facevano tanti figli perchè – motivazioni antropologiche a parte – era un modo per tenere le donne occupate. Niente lascia la donna in balia delle tentazioni come la mancanza di occupazione. Dato che per motivi di lavoro gli uomini passavano gran parte del tempo fuori casa e non potendo controllare le loro mogli, il modo più efficace era quello di tenerle costantemente occupate nella cura dei figli. Alcuni uomini si lagnavano addirittura che fra un parto (un concepimento) e l’altro dovesse passare così tanto tempo… Poco importava che la loro donna, sfiancata dai parti e dagli impegni familiari, non fosse più tanto entusiasta di svolgere il suo dovere coniugale… bastava un solo rifiuto di concedersi che loro passavano – senza troppi sensi di colpa – ad altre alcove, con piena soddisfazione. La moglie a casa, la prole assicurata, le amanti anche. Che potevano desiderare di più? E quando spesso le donne morivano, di parto oppure semplicemente di mal di vivere, loro prendevano a servizio una balia o una governante e continuavano la loro vita come se nulla fosse.

Perchè allora ci meravigliamo noi donne di come vadano oggi le cose? Perchè non vogliamo comprendere che una cultura vecchia di secoli non può venir accettata senza conseguenze dall’oggi al domani? Rendiamoci conto che non bastano 50 anni (perchè tanti sono gli anni che ci separano dalla cultura patriarcale – schiavista) per rivoluzionare culturalmente un paese ed un popolo. Sono troppi i privilegi a cui gli uomini hanno dovuto rinunciare da cinquant’anni a questa parte. Pretendere che prendano a benvolere tanti paletti sarebbe come chiedere ad un parlamentare di rinunciare alla metà del suo stipendio: chiunque lo troverebbe giusto, ma lotterebbe con ogni mezzo – lecito e meno – per non dover cedere.

Fino a cento anni fa solo le puttane si permettevano la mala creanza di rivolgersi ad un uomo dandogli del tu, in pubblico. Ed era altamente disdicevole che una donna guardasse dritto negli occhi un uomo, perchè era considerata una svergognata e il gesto veniva interpretato come un gesto di sfida all’autorità maschile. Fino a cinquant’anni fa in Italia esisteva ancora il delitto d’onore. La legge in un qualche modo giustificava il reato di omicidio se questo era commesso per motivi passionali. Ecco il vecchio articolo del codice penale:

Codice Penale, art. 587 “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.”

Mi sembra sufficiente. Non c’è bisogno di commenti.
Il fatto veramente sconvolgente e allucinante, è che – pur essendo ormai superato da leggi che, se fossero puntualmente applicate, sono perfettamente in linea con il vivere civile – il delitto passionale riscuote ancora una certa simpatia. E questo è veramente il grosso limite della cultura italica. Le donne sono ancora considerate proprietà maschile. Ecco perchè la maggior parte delle violenze non avvengono per responsabilità degli sconosciuti, dei malintenzionati o dei maniaci… la maggior parte delle violenze si consumano a danno di moglie, fidanzate, sorelle, figlie… perchè ciò che per una donna è amore e devozione, per un uomo diventa possesso.

Buon 8 marzo a tutte voi, donne.

Agli uomini un augurio: auguro a tutti di riuscire, per pochi attimi, a vedere veramente il mondo con gli occhi di una donna. Credo sarebbe – per tutti voi – un’esperienza unica ed indimenticabile. Nel bene e nel male.