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Ott 2, 2009 - Sociale    No Comments

Il potere ed altre storie…

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Forse non dovrei dirlo, ma ….
.. a proposito della libertà di stampa… mi stavo chiedendo, dopo aver visto “Annozero” di ieri, come mai ci sia tanta agitazione in giro, soprattutto nella nostra classe politica. Le escort ci sono sempre state… anche e soprattutto nei palazzi del potere… una volta si chiamavano cortigiane ma il loro ruolo era sempre lo stesso. Immagino che chi legge si stia indignando per il mio tono affatto polemico e, in apparenza, conciliante. Beh, si vede che non mi conosce.
Forse la mia vuole essere una provocazione e vorrebbe (con grandissima dose di presunzione, da parte mia) indurre ad una riflessione che potrebbe venir sollecitata da una pura, semplice e per niente maliziosa domanda:
COSA E’ CAMBIATO DA TRECENTO ANNI IN QUA?E se proprio volessi essere ancor più dannatamente presuntuosa e provocatrice, potrei anche chiedere:COSA E’ CAMBIATO NEL SISTEMA DEL POTERE DA QUALCHE MILLENNIO A QUESTA PARTE?

Come tutte le cose “vive” e “dinamiche” anche la politica ha le sue fasi di crescita: infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia… se voleste divertirvi a vedere il comune senso civico e politico in questa chiave, vi accorgereste che:

– al suo primo incarico pubblico, un essere umano che si cimenta nella politica è senza dubbio (a meno che non ci sia un intento doloso precedente alle sue scelte carrieristiche) un puro, un idealista, qualcuno che crede fermamente nelle proprie idee e vuole mostrarle al mondo, un po’ come fece Prometeo quando portò il fuoco (e la conoscenza) agli esseri umani (se volete sapere, però, che fine ha fatto… cliccate QUI). Potremmo quindi paragonarlo ad un bimbo che scopre il mondo.

– Man mano che procede nel cammino politico si rende anche conto di quante avversità lo contrastino, da quelle rappresentante dall’immancabile opposizione a quelle derivanti dalla logistica (semplice attivismo politico o campagne elettorali, in ogni caso ci voglio i soldi persino per stampare i volantini). E lì, se la sua volontà di potere – e di affermazione delle proprie idee – è sufficientemente forte, lo vediamo combattere strenuamente, mettendosi contro spesso gran parte dell’elettorato avversario, quando non quello di casa sua. Lo paragoniamo, stavolta, ad un giovane baldanzoso che spera di cambiare il mondo.

– Dato, però, che la democrazia (per fortuna nostra) prevede che ci sia un contraddittorio e che ci sia sempre un equilibrio tra le forze di potere, ecco che il baldanzoso giovane deve venire necessariamente a patti con la realtà e più saranno rivoluzionarie le sue idee, più sarà purista nelle sue intenzioni e nella sua visione del mondo e più forte sarà la pressione che verrà esercitata sul suo operato. Si sa, il compromesso è un tarlo che pian piano divora anche il mobile più forte e più bello. Un compromesso qui, un compromesso lì, una cena di qua e un festino di là… si perde il senso di quello che volevamo dire. Possiamo a questo punto paragonarlo ad un adulto schiacciato dalle responsabilità e costretto a venir meno a tanti sogni di libertà e autonomia.

– Cosa può più fare un individuo (che sia di sesso maschile o femminile non entra in considerazione) che ha perso la propria libertà di giudizio? Che ha perso la propria libertà di azione e di pensiero? Dove potrà mai andare, visto che ha perso l’innocenza dei suoi passi, che tanti.. troppi lo tirano in troppe direzioni che lui non ha scelto, non almeno coscientemente? La mossa più saggia (e la più giusta, secondo me) sarebbe quella di ritirarsi a vita privata. E qui casca l’asino. Dato che “la coppa da cui molti bevono ambrosia” esercita una vera e propria tirannìa su una persona comune… la maggior parte di loro rimane invischiata in quel mondo falso, fatto di promesse non mantenute (o talmente ben gestite da sembrare mantenute anche quando non lo sono – l’apparenza fa miracoli in questi casi, come il make up.. del resto), di bla-bla-bla, di “noi faremo” e “noi diremo”…. ma, mi dispiace doverlo ammettere, sono sempre le stesse cose, viste e riviste da migliaia di anni…

Set 17, 2009 - Sociale    No Comments

BASTA!!!

INNUMEREVOLI SONO I CONFLITTI CHE DA CENTINAIA DI ANNI INSANGUINANO IL NOSTRO PIANETA … QUESTI SONO SOLO ALCUNI TRA QUELLI NOTI E PIU’ RECENTI
 

 

PRIMA GUERRA MONDIALE:

4 ANNI – 3 MESI – 14 GIORNI

VITTIME CALCOLATE: CIRCA 37 MILIONI

SECONDA GUERRA MONDIALE:

OLTRE 6 ANNI

CIRCA 60 MILIONI DI MORTI

 

LA GUERRA IN VIETNAM:

CIRCA 13 ANNI

CIRCA 5 MILIONI DI MORTI

LE MOTIVAZIONI STORICHE LE CONOSCIAMO GIA’… MOTIVI POLITICI, ECONOMICI, EQUILIBRI DI POTERE…MA LE MADRI I FIGLI E LE VEDOVE VOGLIONO SAPERE PERCHE’ HANNO DOVUTO PERDERE IL LORO FIGLIO, IL LORO PAPA’ ED IL LORO COMPAGNO.E A LORO NON INTERESSA IL GIOCO DEI POTERI.


“IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI”
(F. Goya)
 
 
Psyke contro tutte le guerre

Dedicato a noi donne… ed anche a qualche uomo…

E così anche quest’anno festeggeremo l’8 marzo… quest’anno però sembrerà avere un sapore diverso… infatti mi chiedo (forse è un pensiero dissacrante, ma tant’è… lasciatemelo pensare): cosa vuoi che siano un centinaio di donne morte cento anni fa (e sembrano mille!) di fronte alla strage che quotidianamente ci si para di fronte? Magari non tutte le donne oggetto di violenza muoiono fisicamente… no. Questo no… e si sa, finchè c’è vita c’è speranza. Io però continuo a credere che certe “attenzioni” maschili ci facciano “morire dentro”… le donne, come i fiori, appassiscono con più evidenza di quanto non facciano gli uomini. Anche perchè un uomo che appassisce ha, per noi donne, sempre un non so che di fascinoso che lo rende interessante. Agli occhi degli uomini, invece, una donna che appassisce è comunque una vecchia signora. E pertanto non più fascinosa. Nè interessante.

Una donna – una qualsiasi, nè bella, nè brutta, nè ricca nè povera, nè colta nè ignorante – quando è giovane è attraente perchè è femmina e perchè è fertile. L’uomo in genere si esalta al pensiero di “ingravidare” una femmina. Anche gli uomini più evoluti serbano ben nascosto alla loro coscienza questo torbido particolare. Molti si scandalizzeranno della durezza con la quale li descrivo. Non abbiatevene a male: sono stata segnata da alcuni rappresentanti del vostro genere… non è certo colpa vostra se sono così.

Dicevo… alcuni uomini – molti, troppi per la verità – trovano “eccitante” sapere che una donna può diventare madre per merito – o colpa – loro. Secondo me è questo il principale motivo per cui la stragrande maggioranza degli uomini (di qualsiasi età) non vuole proprio usare il profilattico: non è perchè “è scomodo” o perchè “è spoetizzante” come dicono… io credo che sia solo perchè in questo modo il loro “potere” viene meno… Che a voi uomini piaccia o no saperlo, in altre epoche si facevano tanti figli perchè – motivazioni antropologiche a parte – era un modo per tenere le donne occupate. Niente lascia la donna in balia delle tentazioni come la mancanza di occupazione. Dato che per motivi di lavoro gli uomini passavano gran parte del tempo fuori casa e non potendo controllare le loro mogli, il modo più efficace era quello di tenerle costantemente occupate nella cura dei figli. Alcuni uomini si lagnavano addirittura che fra un parto (un concepimento) e l’altro dovesse passare così tanto tempo… Poco importava che la loro donna, sfiancata dai parti e dagli impegni familiari, non fosse più tanto entusiasta di svolgere il suo dovere coniugale… bastava un solo rifiuto di concedersi che loro passavano – senza troppi sensi di colpa – ad altre alcove, con piena soddisfazione. La moglie a casa, la prole assicurata, le amanti anche. Che potevano desiderare di più? E quando spesso le donne morivano, di parto oppure semplicemente di mal di vivere, loro prendevano a servizio una balia o una governante e continuavano la loro vita come se nulla fosse.

Perchè allora ci meravigliamo noi donne di come vadano oggi le cose? Perchè non vogliamo comprendere che una cultura vecchia di secoli non può venir accettata senza conseguenze dall’oggi al domani? Rendiamoci conto che non bastano 50 anni (perchè tanti sono gli anni che ci separano dalla cultura patriarcale – schiavista) per rivoluzionare culturalmente un paese ed un popolo. Sono troppi i privilegi a cui gli uomini hanno dovuto rinunciare da cinquant’anni a questa parte. Pretendere che prendano a benvolere tanti paletti sarebbe come chiedere ad un parlamentare di rinunciare alla metà del suo stipendio: chiunque lo troverebbe giusto, ma lotterebbe con ogni mezzo – lecito e meno – per non dover cedere.

Fino a cento anni fa solo le puttane si permettevano la mala creanza di rivolgersi ad un uomo dandogli del tu, in pubblico. Ed era altamente disdicevole che una donna guardasse dritto negli occhi un uomo, perchè era considerata una svergognata e il gesto veniva interpretato come un gesto di sfida all’autorità maschile. Fino a cinquant’anni fa in Italia esisteva ancora il delitto d’onore. La legge in un qualche modo giustificava il reato di omicidio se questo era commesso per motivi passionali. Ecco il vecchio articolo del codice penale:

Codice Penale, art. 587 “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.”

Mi sembra sufficiente. Non c’è bisogno di commenti.
Il fatto veramente sconvolgente e allucinante, è che – pur essendo ormai superato da leggi che, se fossero puntualmente applicate, sono perfettamente in linea con il vivere civile – il delitto passionale riscuote ancora una certa simpatia. E questo è veramente il grosso limite della cultura italica. Le donne sono ancora considerate proprietà maschile. Ecco perchè la maggior parte delle violenze non avvengono per responsabilità degli sconosciuti, dei malintenzionati o dei maniaci… la maggior parte delle violenze si consumano a danno di moglie, fidanzate, sorelle, figlie… perchè ciò che per una donna è amore e devozione, per un uomo diventa possesso.

Buon 8 marzo a tutte voi, donne.

Agli uomini un augurio: auguro a tutti di riuscire, per pochi attimi, a vedere veramente il mondo con gli occhi di una donna. Credo sarebbe – per tutti voi – un’esperienza unica ed indimenticabile. Nel bene e nel male.