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Tizio e Tizia

Se una Tizia ha il brutto vizio di pensare, macinare pensieri continuamente, anche quando non dovrebbe perchè sta facendo altre cose… se insomma questa Tizia si trova a riflettere sui propri sentimenti per un Tizio    con il quale ha una bella (a tratti) e protratta amicizia… e vorrebbe comunicare con lui e fargliele conoscere queste riflessioni (visto che lo riguardano) ma si da il caso che il Tizio in questione o non c’è mai oppure quando c’è ci sta talmente poco tempo che è peccato sprecarlo a discutere di queste cose…

Se invece la Tizia  ha bisogno di parlare con il Tizio perchè altrimenti sente che qualcosa di se’ va persa, e forse va persa anche qualcosa di lui… secondo voi: cosa dovrebbe fare? Arrendersi all’evidenza (il Tizio non c’è oppure non gliene frega niente di sapere le riflessioni della Tizia) e continuare così fino all’inevitabile – e, a questo punto, auspicabile – fine della storia oppure deve fare la faccia feroce e costringere Tizio a prendere atto delle proprie riflessioni? E se questo significasse essere prepotenti? E se non fare nemmeno questo significasse essere privi di carattere o, peggio, di sentimenti? Insomma, come la metti e la rivolti, Tizia  è una sfigata e Tizio è un opportunista. Eppure ci deve essere un modo per vedere la questione diversamente, anche perchè se la storia in se’ non fosse valida (una qualche validità ci dovrà pur essere…) Tizia non starebbe qui a scriverne e Tizio non continuerebbe a vedere Tizia (o no?)… con tutte le pizie che ci sono in giro, belle bionde e con gli occhi azzurri… e per giunta pure giovani e alsaziane… perchè accontentarsi di Tizia che oltre a non essere più giovane non starebbe bene neanche nel museo della carabattola? Bah! Misteri misteriosi….

Tornando ai sentimenti di Tizia : saranno mica tempo sprecato? Ma no! pensa tra se’ e se’ Tizia… i sentimenti non sono mai sprecati, purchè siano sinceri. E già vedo una lacrimuccia spuntare fra le sparute, ma una volta folte, ciglia grigiastre. Mi limito ad osservarla mentre prende un fazzolettino di carta e si soffia il naso. Anche con se’ stessa non lesina bugie: è solo allergia al polline, pensa… ma io so che sono tutti i sentimenti che le stanno tornando su… perchè è risaputo che i sentimenti, quando non contraccambiati nello stesso modo in cui vengono spesi, diventano indigesti… si piazzano sullo stomaco e prima o poi… burp!! tornano su… “rinfacciano”, come diciamo noi classicisti.

Eh, mia cara! Eppure non sei certo di primo pelo… sai bene cosa succede alla gatta che si avvicina troppo al lardo… ci rimette la pelliccia… ma tu.. niente! Non hai voluto sentir ragioni. Ora come ora il Tizio potrebbe anche spedirti la partecipazione di nozze (le sue) e a te tutto questo potrebbe sembrar normale, quantomeno scontato. Ma vogliamo – dico – vogliamo scherzare?? E i tuoi sentimenti? Che fine fanno? Dove vorresti stiparli stavolta? Sotto il letto, come fa la massaia sfaccendata con la polvere? O sotto il tappeto? Oppure ti convincerai che “poco male, tanto gli uomini sono tutti uguali” dando vita, così, una volta di più a quello spiritaccio di Esopo e della sua Volpe con l’Uva acida…?
O farai come fatto le “disperate” native newyorkesi che ancora con gli occhi rossi e gonfi si vestono sexy, escono e si spendono una settimana di stipendio in cose assolutamente inutili? Magari tacchi a spillo rossi per chi tanto non riesce neanche a ricordarsi di che colore hai gli occhi? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! Giammai!!!!

Allora…. vuoi sapere, mia cara Tizia, qual’è l’unica cosa da fare? Bene..
Vai allo specchio, guardati e sorridi a te stessa… a quella straordinaria, meravigliosa, bicentenaria creatura che ti guarda un po’ stralunata dallo specchio, a quella ragazza-di-tanto-tempo-fa che non ha perso la forza di lottare e che sa benissimo che non esiste Tizio sulla faccia della terra in grado di affossarla… fosse anche l’ultimo uomo del pianeta.

Gen 22, 2009 - Poesia e prosa    2 Comments

Solitudini

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La vita è un po’ come una stazione ferroviaria… gente va, viene, si ferma, riparte…
(clicca sull’immagine)

Le cose che contano (per me)

 

Tempo fa ero in auto con l’amico del mio cuore e, mentre eravamo imbottigliati nel traffico, cominciai a riflettere su alcune cose di cui avevamo parlato poco prima… ad esempio come mai mi sentivo soddisfatta di tutto pur avendo così poco. L’amico del mio cuore è una persona dolcissima e speciale per me… però ragiona da tipico uomo occidentale e cioè come tutti coloro che preferiscono avere piuttosto che essere. Quindi l’argomento era: “tu ti accontenti di troppo poco… alla tua età dovresti fare qualcosa di più di ciò che fai … nel lavoro soprattutto”. Ogni qualvolta lui prende questo argomento mi fa inquietare. La mia scelta di vita comporta una rinuncia al mondo delle apparenze, anche se poi – in un qualche modo – per non perdere il senso della realtà sono costretta a farci riferimento. Però cerco di limitare questa necessità al tempo strettamente necessario per lavorare e per mantenere un minimo di relazioni sociali. Quindi, la mia scelta è dovuta alla necessità di occupare il mio tempo in attività che non contemplano il guadagno economico. Amo la mia vita e la possibilità che mi sono data di sorseggiarla per goderne il sapore, piuttosto che doverla ingurgitare con l’imbuto perchè non c’è tempo di fare nulla! Ho scelto di lavorare part-time perchè non riesco più a lavorare dodici ore al giorno come facevo una volta, perchè la morte di mia madre mi ha insegnato che la vita è preziosa, troppo preziosa per passarla tutta tra il viaggio in autobus e la scrivania, arrivando a casa talmente stanca e sfiancata da non aver nemmeno voglia di mangiare e desiderare solo di metterti il pigiama ed andare a dormire, sprofondare in un sonno profondo per poi svegliarsi di nuovo alle 5.30 e ricominciare tutto da capo… e vedere volar via il sabato e la domenica tra le faccende domestiche (che non hai avuto il tempo di sbrigare durante la settimana) ed accorgerti che ad aprile sei già cotta a puntino per le ferie di agosto che, manco a dirlo, passa talmente in fretta da lasciarti il dubbio che siano stati veramente trenta giorni di ferie. “Ma ti rendi conto che se lavorassi di più avresti più soldi? potresti fare tante cose, più di quelle che puoi permetterti adesso… ” incalza l’amico del mio cuore e a me viene in mente “quali cose? comprare, comprare ed ancora comprare?” ma evito di polemizzare per non finire a litigare come al solito. Poi … una vocina dal di dentro… sussurra qualcosa…. ma tra i rumori del traffico ed il clacson prepotente di un’auto vicina faccio fatica a distinguere … la vocina mi ripete “L’amore di Dio e la preghiera”… allora capisco. Mi rivolgo all’amico del mio cuore e gli domando: “hai mai provato l’amore di Dio?” lui si gira e mi guarda con un grosso punto interrogativo sul naso. “ma che c’entra?” mi dice quasi scandalizzato. “lo hai mai provato o no?” insisto io. Lui diventa pensoso… e tra una suonatina di clacson e la frizione mi guarda e dice “si…”. “allora puoi capirmi quando dico che l’amore di Dio è talmente grande e avvolgente e prepotente – in senso buono, si intende! – che non lascia spazio per cose che non siano veramente importanti… come la preghiera, ad esempio!” … lui mi guarda di nuovo con il punto interrogativo sul naso. “ti sei mai chiesto a che servano le suore di clausura?” a questa domanda mi guarda come se stessi dando i numeri e sghignazza. “la preghiera è fondamentale per la salvezza spirituale del mondo” continuo io “le suore di clausura hanno il compito di pregare anche per coloro che non lo fanno. La preghiera aiuta le anime in difficoltà”. L’amico del mio cuore sembrò riflettere su questo, ed io sono convinta che in qualche modo quel giorno ha imparato qualcosa in più su di me, qualcosa che prima non sapeva o non voleva sapere. Ma soprattutto sono convinta che abbia compreso quanto sia importante per me poter avere del tempo da passare in preghiera ed in meditazione (anche scriver di questi argomenti è una forma di meditazione perchè sollecita le parti superiori della mente e quindi lo spirito). Spero anche che abbia capito che nulla è veramente necessario alla nostra vita che già non ci appartenga. Non ho bisogno di un vestito nuovo quanto della possibilità di guardare il cielo azzurro e sentirmi parte di esso… gli occhi delle creature che amo sono i gioielli più belli che abbia mai visto.