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I Love Sicilia

Ci sono persone che rimangono vittime innocenti della criminalità altrui. Simone Neri, come altri che sono morti, è rimasto vittima di un sistema che non guarda in faccia nessuno, che non conta mai le vittime perchè fermarsi a riflettere (ammesso che se ne sia capaci) significa perdere il potere.

Purtroppo, l’abusivismo è sempre stato il male del nostro Paese. Un commento di Richard Wilhelm a “I Ching” recita così: “dove si accumulano molti beni lì facilmente nasce la rapina”.

L’Italia si è sempre distinta per tutti i suoi tesori artistici, architettonici, storici. Questo ha fatto gola a molti, da sempre… le invasioni barbariche sono un esempio di quanto il territorio italico, con tutte le sue meraviglie, fosse ambito.

Dal dopoguerra però questa tendenza si è accentuata fortemente, soprattutto al sud dove già la mafia (ora criminalità organizzata) aveva radici profonde, conseguenza dell’epoca latifondista. Con l’avvento della democrazia e quindi con l’abbattimento del principio del vassallaggio, coloro che potremmo chiamare “gli irriducibili” si sono mantenuti sulle loro posizioni, continuando a mantenere il pugno di ferro sulle povere anime che non hanno avuto possibilità (per mancanza di cultura personale, per povertà ed altro) di sfuggire a questo malcostume.

Questo stato di cose continua a perdurare, con un aggravamento dovuto soprattutto al sopraggiungere di interessi altrettanto terribili come la droga, la prostituzione, l’estorsione, lo strozzinaggio. E più il grado di acculturazione dei siciliani sale, più la coscienza del proprio valore umano si accresce, più la criminalità si fa vedere e sentire.

Simone è una povera creatura vittima degli eventi.

Ti chiedi, Luisa, se i siciliani occupino un posto in fondo alla scala sociale di questo Paese. Purtroppo si, ma ne più nè meno di quanto non sia per ogni persona onesta, lavoratrice, che paga le tasse perchè le vuole pagare e non perchè non sa come sfuggire ai suoi doveri di cittadino, che fatica per arrivare alla fine del mese ma ringrazia Dio di essere onesto, pur nelle tante difficoltà che questo comporta.

Purtroppo, Cara, l’Italia – così com’è – non è un paese per onesti. Ma allora, ti chiederai, com’è che in Abruzzo c’è stato tanto clamore? Come mai loro sono stati oggetto di attenzione e i siciliani no?

Evidentemente, per “chi conta” l’Abruzzo è un territorio che offre maggiori vantaggi rispetto alla Sicilia. O forse perchè l’Italia tutta si è stretta intorno all’Abruzzo che nella lista delle “cose da fare” è venuto prima rispetto alla Sicilia. Non so. Con dolore e amarezza sono costretta però a notare che – nell’opinione pubblica – la Sicilia è vista come un paese disgraziato che ha fatto delle proprie disgrazie un vessillo.

Io invece sento che la Sicilia ha dei potenziali meravigliosi, che l’invidia e lo strapotere dei criminali che tengono in scacco un intero paese non potranno mai soffocare. Ai Siciliani onesti vorrei dire: “tenete duro. Lottate a testa alta, perchè verrà sicuramente un giorno (magari è più vicino di ciò che si crede) che la Sicilia brillerà come uno scudo d’oro in mezzo a tanta latta.

 

Set 21, 2009 - Sentimenti    1 Comment

Oggi Roma piange…

Oggi è una giornata triste qui a Roma… il cielo piange insieme alle madri, alle mogli, alle fidanzate ed alle sorelle dei sei ragazzi vittime dell’attentato a Kabul… perchè solo le donne piangono? Chi dice che solo le donne piangano?
Non so… forse sono ingiusta… ma una parte di me è convinta che gli uomini non sappiano piangere per la scomparsa di qualcuno che amano, ma solo per la rabbia di dover chinare la testa di fronte alla morte… questa missione di Pace sta somigliando sempre di più ad un’azione di guerra… non sono convinta che tutto questo abbia a che fare con la Pace… non sono convinta… ma dato che mi reputo Cristiana e che per un Cristiano dare la vita è quanto di più alto un Essere Umano possa fare… mi unisco alle lacrime di tutte le madri, fidanzate, mogli e sorelle di tutto il mondo e di tutte le guerre… ma prego il Signore che in futuro non si debba piangere più per le vittime di una guerra che con la missione di Pace non ha nulla a che fare.
Apr 15, 2009 - Sociale    1 Comment

Riusciremo a non dimenticarli?

E’ vero… noi itaterremoto%20aisen.jpgliani lavoriamo bene sull’onda emotiva… ma… che sarà di loro quando l’emozione sarà passata? Ci dimenticheremo come abbiamo fatto per le vittime del Friuli, della Sicilia, dell’Irpinia, delle Marche?

Almeno stavolta, riusciremo a non dimenticare?